Le forze adunque GX, e la risultante, clienoi diremo II di tutti gli urti da II in R , a-giscono in contrario senso delle forze YO, edella risultante, che esprimeremo con R’, ditutti gli urti da O in S. Perchè dovendo ilmoto dell 1 asta ridursi all’ equabilità , forza èche sia in primo luogo GX-*-R—YO — i?'=o, ossia (si) GX -+- R — 1 O -t- R
Affinchè l’inclinazione dell’asta colla ver-ticale sia permanente e costante, egli è evi-dente che non potrà aver luogo verun movi-mento di rotazionè, nè attorno il suo centrodi gravità, nè attorno qualunque siasi puntodella medesima. Riportando tal moto al puntoQ (che si sceglie siccome adoperali Masetti,perchè avanzandosi unito colla corrente nonsoffre da questa veruno sforzo) deve necessa-riamente la somma dei momenti delle forzeche normalmente spingono 1’asta per volgerlaesser nulla, ossia i momenti delle forze appli-cate in un senso devono eguagliare que’ delle for-ze applicate in senso contrario. Il momento dellafòrza MZ viene espresso da MZ. MQ , e perciòla somma dei momenti di tutti gli urti, dali in contro gli elementi Mm dell’asta e-guaglierà il momento totale degli urti control’asta, che s’indicherà con M; parimente ilmomento della forza NV è uguale ad NV.NQ, e la somma dei momenti da Q in S equi-vale al momento totale degli urti che si farà