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Volume I.
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clinazione dell’ usta la scala delle velocità sonospeculazioni belle e buone in teorica , ma temoche in pratica non possa aversene gran co-strutto. Da quanto elice il Signor Venturoli.

Ognun ben vede , soggiunge il Masetti, chenon è senza fondamento il mio dubbio che leaste nel loro cammino possano cangiare incli-nazione, e che quando possa ottenersi che sìfatta inclinazione sia piccola, la loro velocitàe prossimamente la medesima della perpendico-lare che percorrono. E questo è il miglior mo-do di adoperare questo tachimetro.

Termino le disquisizioni sulle aste ritro-metriclie indicando il metodo da seguirsi nelfare le sperienze coll’ esposizione compendiatadelle cautele usate dagl’Ingegneri Pontificaper misurare le acque del Tevere.

Scelto un tratto di fiume il più retto edil più regolare, bassi esso a percorrere piùvolte seguendo linee pressoché parallele allasponda, ed esplorando la profondità onde de-terminare quale debba essere la lunghezza mas-sima delle aste senza toccare il fondo, e senzapericolo di essere arrestate da qualche risalto.

Si rilevino le sezioni del fiume all’ estre-mità superiore ed inferiore del tronco pre-scelto, attraversandolo con una funicella bentesa, e divisa con segnali visibili in parti me-triche, ed esplorando l’altezza dell’acqua sottociascuna divisione.