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Volume I.
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519
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dedurre la velocità del centro del volante,dataquella della corrente.

Ma dovendosi tener conto di tali resisten-ze, fa di mestieri ( affinchè il moto riesca e-quabile) che il momento della forza motricesia eguale alla somma dei momenti delle re-sistenze che esprimeremo per Qb. Essendosifatta = a la distanza del centro deir ala dal-l’asse di rotazione, ed essendo la forza = ^ cos ' ^

S

(V sen. K — vcos. K) a , se ne avrà il momento

P a cos. K

( Vsen K — vcos. A') 1 ; conseguen-

S

temente sarà pel moto equabile del volante,

Pa cos. K

2

( Vsen. K — v cos K) =Qb, e perciò

S

V~v cot. K

sen K

Pa cos. K

v = V tang. K

X

cos. K • Pa cos. K

648. “ Ora per conoscere {a.) la velocità v bi-ei sognerebbe poter contare il numero de’ giri“ che fa il volante in un tempo determinato t.“ Poiché se questo numero è n, è palese che

(a) Ventinoli Capo XVII. libro III. Tomo II.