dedurre la velocità del centro del volante,dataquella della corrente.
Ma dovendosi tener conto di tali resisten-ze, fa di mestieri ( affinchè il moto riesca e-quabile) che il momento della forza motricesia eguale alla somma dei momenti delle re-sistenze che esprimeremo per Qb. Essendosifatta = a la distanza del centro deir ala dal-l’asse di rotazione, ed essendo la forza = ^ cos ' ^
S
(V sen. K — vcos. K) a , se ne avrà il momento
P a cos. K
( Vsen K — vcos. A') 1 ; conseguen-
S
temente sarà pel moto equabile del volante,
Pa cos. K
2
( Vsen. K — v cos K) =Qb, e perciò
S
V~v cot. K
sen K
Pa cos. K
v = V tang. K
X
cos. K • Pa cos. K
648. “ Ora per conoscere {a.) la velocità v bi-ei sognerebbe poter contare il numero de’ giri“ che fa il volante in un tempo determinato t.“ Poiché se questo numero è n, è palese che
(a) Ventinoli Capo XVII. libro III. Tomo II.