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Volume I.
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conosciuto comunemente sotto il nome di tubodel Pitot. Questo strumento fu un tempo uni-versalmente abbracciato per la sua semplicità, emolti fra gl’idrometri se ne servirono per leloro esperienze, e molto ancora s’impegnaronoin ricerche per perfezionarlo, tanta era la confi-denza in esso posta, ma oggidì è venuta meno pergl’inevitabili inconvenienti, cui va congiunto.

Rivolta la bocca E del tubo contro la cor-rente, l’acqua sale fino al segno Q al di sopradella superficie L del fiume; posta la stessabocca nell’opposta parte l’acqua si abbassain q, nè più giunge allo stesso livello. Si di-mostra che l’altezza Qq corrisponde a quelladovuta alla velocità in E. Imperciocché lacolonna EQ si equilibra colla pressione ante-riore dell’acqua contro il punto E, e ne offrela misura, l’altra eq misura la pressione al di die-tro. Ma l’eccesso della prima pressione sulla se-conda è misurato da ()q differenza delle due co-lonne; questa differenza misura l’urto; e l’altezzadella colonna, clic misura l’urto contro una datasuperficie, uguaglia quella corrispondente allavelocità con cui 1’urto stesso succede; dunqueQq sarà l’altezza dovuta alla velocità in E.

A riconoscere l’altezza Qq comodamentesi suole servire di un galleggiante che s’in-troduce per di sopra nel tubo, e porta una sot-tile verga, che verticale sporga fuori di esso,ed è divisa in parti metriche minute ed eguali.