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Volume I.
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550
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mo caso si deve determinare ove il Canale de-ve fare ritorno nel fiume, di maniera che abbiala caduta necessaria, onde non rimanga ingom-brato dalle torbide; nell’altro caso è necessario

10 stabilire l’altezza della chiusa al punto diderivazione, onde ottenere lo stesso effetto.Un’ esatta livellazione dell’alveo del fiume de-ve premettersi per riconoscere la pendenza,e scoprire ad un tempo la pendenza che con-viene al Canale proporzionevolmente al corsod’acqua in esso scaricato, ed alle materie inesso trasportate. Col sussidio di tali osserva-zioni si determina il punto dello sbocco nelprimo caso, e nel secondo l’altezza della chiu-sa, la quale è sempre eguale all’eccesso dellacaduta del fiume sopra quella del Canale, esi giunge a conoscere la ricercata lunghezzadel Canale. In poche parole: la somma dellapendenza del fiume presa al disotto della chiu-sa sopra il punto, ove deve sboccare il Canale,e dell’altezza della chiusa, ov’esso ha l’o-rigine, deve essere eguale, o maggiore dellatotale caduta del Canale per non temere, che

11 Canale si rialzi, e chiuda l’ingresso alle a-cque del fiume dentro sè stesso coi suoi inter-rimenti, talché ciò non verificandosi, converràfissare lo sbocco in altro punto, o rialzare lachiusa quando sia possibile, onde ciò si ot-tenga ( Manfredi annotazioni al Cap. xi deltrattato del Guglielmini ). Cogli stessi principj