„ IVNCENZIOODI VAN I. 125
zione all A. V. in data de 22. Dicembre 1678. e dallamedeſima A. V. approvata con Taltra pel Fiorentino ſinne 6. di Maggio 168 1. Poichè, ſe ſi tralaſciaſſero queſtila vori(oltrechè' Fiorentino non anderebbe eſente dadanni che e prova per i trabocchi, e rotture che ven-gono da Fiumi, e dagli ſcoli del Piſtoieſe, e perciò gliſarebbbero infruttuoſe le tante ſpeſe fatte, e da farſi) ilmedeſimo Territorio di Piſtoia nelle Stagioni piovoſecontinuerebbe a patirne i ſoliti diſaſtri. ö
Tale è il mio ingenuo parere, che in tal con giuntu-ra ho voluto, per debito di buon Suddito, ridur-re alla memoria di V. A. affinchè poſſa Ella, cos pia-cendole, comandare di tutto, in ciaſcuno de Territorjſuddetti, l eſecuzione, prima che eſequito fin ora contanta ſpeſa, ſi renda invalido.
Ma, tralaſciata si lunga digreſſione, benchè nonin tutto fuor del mio aſsunto, e ripreſo queſto coladoy io J interroppi: non è dunque, al giudizio mio,e di que che lo provan con loro pregiudizio, da met-terſi punto in dubbio un perpetuo riempimento delletto d' Arno, il quale, non ſegue gid, come evidenteſi ſcorge, per uniforme altezza in univerſale, ne pertutta la larghezza del medeſimo letto, non potendo cidmai avvenire ne Torrenti, che pregni di materia groſ-ſa, ſon forzati a deporla per via, or da una parte, ordalb'altra, quà in maggiore, e là in minor copia, eda crearſi, e mantenerſi in qualche luogo un Ca-nale ſerpeggiante, e contiauato pi profondo che al-trove per Io ſcarico dell acque baſſe, e perenni; ilqual Canale non ſi riempie, o ſi rialza a gran ſegno
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