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quanto fa reſto del letto; di cui, ben concedo ancd-
ra che f alzamento, e K riempimento non ſegua, chea poco a po, ed il pid del tempo per inſenſibile,
ma però e ſegue, e m' obbliga I eſperienza a non am-
metter per ragioni quelle di chi tiene in contrario.Queſto occupamento di vaſo e di continente, da cau-ſa alle piene di proccurarſi il luogo perduto, dentro leripe piu deboli, d onde ne ſeguon le Corroſioni,Lunate; e di ſcorrervi ancòra pid alte, d' onde n av=vengono l Inondazioni, e eee
Jo non ſon già ſopra queſto affare cotanto ſperi-colato, ne inſieme cosi imprudente, ch io pretendadi trasfonder nell animo intrepido di V. A. alcuno ſpa-vento; ne meno ſon per inſinuarle che, tardando
ad opporſi a tal pernicioſo accidente, fra cinquanta, o
cento anni al pi queſta Città abbia a divenire unaMantova, o una Ferrara, e le pianure delle Valli d Ar-
no(oggi tanto fertili, e popolate) abbiano a ricoprirſi
d acque, e convertirſi in cubili di Ranocchi, o di Pe-ſci; poichè, per Divina providenza, F umana induſtriaſaprà conſervare il tutto per più tempo aſſai, al quale ionon penſo di ritro varmi. E piaceſſe a Dio, che le Vallimigliori della Toſcana, e queſta d Arno in particolare,foſſe cosi rimata dalle divaſtazionia cauſa delle ſoprab-bondanti piogge, e per I aggiunta d acque iaſolite,ed indovute riceverſi, quant ella n è lontana per ca-gione di queſti, aſſidui si, ma lentiſſimi riempimenti.E ben vero, che(nella guiſa, che 8& fatto ſempre;e come per neceſſità far ſi dee ne Paeſi anguſti circon-dati da Monti, ed aſſaliti da molti Eiumi e Torrentia ri-