„ NCENZ IOO VTIVIANI. 29
Aſſicuratiſi ſin qut dell eſiſtenza del diſordine; edadditatene brevemente le cauſe, paſſo alle Propoſizionide rimedj, i quali, io non ſono cos preſuntueſo„cheio gli dia per aſſolutamente potenti a liberar del tutto.e per ſempre il fiume d Arno da tale riempimento: mavalidiſsimi al certo a ſommamente diminuirlo, ed aprorogare per lunghezza di ſecoli que pregiudizzj, chemolto prima, e di neceſſità proverebbono le Campa-
ne circoſtanti, e Firenze ancbdra, mentre,; in veced' impedir coll arte tali danni, ſi continuaſſe a permet.tere che Harte ſteſſa foſſe in aiuto della natura a farglidivenir continuamente maggiori, laſciando, col dibo-ſcamento, e colle coltivazioni non in tutto ben inteſe,e wal ſoſtenute, indebolire e ſnervare la conſiſtenzadella ſuperficie de Monti e lontani, e proſſimi ad Arno,che le veniva gid conferita dalle radiche de' legnamiverdi e dell Erbe, per cui ſtava quella perpetuamenteveſtita, e conſolidata. f i
E per tanto, ſe Faffetto non m offuſca la mente,mi perſuado, che appreſso gli Intendenti in queſte ma-terie, le ſeguenti mie Propoſizioni, che tendono alriparo di queſti mali, non ſieno per riputarſi immagi-narie, o chimeriche; ma bensd reali, e vere, Puniche;e ſole, e tutte riuſcibili in grande per queſto fine, e giàtutte ſi praticano, e rieſcono in piccolo per altri fini diminor conto: onde io ſpererei, che l profitto delle ſe-quenti Opera ioni(di cui non dubita, ne] egregio Scul-tore ed Axchitetto di V. A. Gio. Batiſta Foggini, neJ Ingegner Giulian Ciaccheri, ne altri de Periti a qualigià io le conferij) foſse tanto più preſto per ricono-
ſcerſi,