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di trattare, rimettendomi a ciò che in appartato Di-ſcorſo ne diedi ſcritto all A. V. S. molt anni ſono con
altro; tendente a facilitar lo ſcarico d Arno a prò della
Città di Piſa, e delle Campagne ad eſsa adiacenti-Intendo bens di diſcorrer del altra cauſa agente dalleparti di ſopra, la quale s è reſa, ei ſi renderà ſemprepiù ſenſibile, mediante I gran diboſcamento; che inuniverſale, contro agli antichi provvedimenti„ ſtatofatto delle Alpi, e de Monti, di quegli in particola-re, clie ſecondano il corſo d Arno dall Inciſa a Ro-vezzano(poichè dall Inciſa in ſu fa gran ritegno allamateria del Valdarno di ſopra quel primo ſcoglio na-turale che vi è a traverſo) e mediante i tanti coltivatĩper lo pin fatti con poco buon ordine dalle radici di eſsiMonti fino alle cime, e ne fondi delle Valli, per dove,paſsando le pio vane, ſi formano i Borri, i Foſsati, iRij, i Fiumicelli, ed i Fiumi, che ſcendono in Arno.Queſte ſono le pid patenti cagioni, che concorrono alla
di lui ripienezza; poichè le piogge cadenti ſopra que
Monti ſpogliati di legname, coltirati, e ſmoſsi, nontrovando pid il ritegno della macchia, e del boſco, viſcorrono precipitoſe, e s accompagnano colla mate-ria di terra, ſaſso; e ghiaia della quale e ſon formati,e la conducono furioſamente nel Fiume, il quale, in-groſsatoſene aſsai pid di quel che ſenz eſse e farebbe,je traſporta tant alf ingiù, quanto la forza della cor-rente pud ſpignerle innanzi, abbandonando per viale pid gravi, cioè quelle di mano in mano che ſuperancol proprio diſcenſivo momento la violenza dell impe-to progreſſivo conferitole, e ciò a miſura delle gran-
D 0 f 5 15detxe, e delle durazioni delle piene. Aſſi-