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Discorso al serenissimo Cosimo III ... intorno al difendersi da' riempimenti et dalle corrosioni de' fiumi applicato ad Arno in vicinaza della città di Firenze / di Vincenzo Viviani
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greti„e giù per Arno ad adunare, e condur ſaſſo, iquali uomini tutti di lor genio lavorano men che poſ-ſono, e di quel che ſia da far fare in cottimo, non ſem-ö pre ſi puoh avere I ſuo conto; anche tal ſorta di lavo-N ri ha in ſe il più delle volte un natural difetto di tirarſiö addoſſo f acqua, o di mantenerſi, e talora accreſcerſid avanti il fondo dove e furon fatti, mediante quelperpendicolo della fitta, che non ſi può moderare colripieno di faſcina accomodato a ſcarpa, ſe non per pocaaltezza ſotto I pian dell acqua: onde la corrente, che1 ha da percuotere, o da ſtriſciare quel lavoro, urtando, 5o ſcorrendo a piè di quel piombo, vi rimolina, e ſcavaʒe dopo aver portato via il tenero che vi è ſotto, affon-da, o ſi leva in capo, o ſcompone il ripieno: ſicchèſpeſſo convien riſtaurarlo. Che però, mentre non s in-troduceſſe il ficcare a ſcarpa anch i pali, il che non ſa-rebbe impoſſibile, aſſai più di rado praticherei il con-ſueto modo di far palafitte, non! eſcludendo in tutto;perchè in pid caſi torna bene, ed alcune volte è forzaTPuſarlo; ma al pin, quando ſi voleſſe adoprar; in luogoö della Quercia, o Caſtagno, il legname groſso de Bo-ſchi, in vece di far cosf artifizioſe, e diſpendioſe ſtec-cate, dove foſse neceſsario che I lavoro aveſse granpianta, mi varrei de pali d' Albero per farne o ua ſo-la fitta incatenata per lungo, o al più due, ma con pa-li aſsai radi fra loro, i quali ſerviſsero come di guidaa que Pignoni; o Saſſale, che, in forma d Argini po-tenti, io intenderei di fare, ſempre però ſu le dirittutedelle Spalle, acciò quegli ſerviſsero a queſte di piede,e di ſponda, con andar di mano in mano, per menof e ſpeſa:

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