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delf Argin groſso, del qual ſaſso con pruni, e fraſcheinſieme, formatine a roſa in più luoghis diverſi ſproni,e con piu Alberi, e Querce intere fronzute accomodate
fra eſſi a ſeconda; e fermate co loro pedali dentro eſ-ſa roſa, e con quel Argine potente, che feci far per
di deitro in giro àa Mortaio; col favor Divino, feſtòlibero il piano di Legnaia dalf incurſione di tutt Ar-
no, che inevitabile gli ſovraſtava: e la più groſſa di
tali Saſſaie la quale con tutte] altre vi reſtò intatta,fece una ſtupenda difeſa, e tutti queſti ripiri diederopoi campo a far gli altri vers Arno, i quali ricupera-ron la Spalla, lo Sradone, e Beni corroſi, e rimeſ
ſero il Fiume nel letto proprio.
Dopo la gran piena degli 1 r. d Ottobre del 1676.non ſenza oppoſizione di chi a tal ſorta di lavoro conſaſſo ſciolto non inclinava, feci porre in opera di quelꝙ Arno, rincalzato, e coperto con quello di Cava,col formarne più ſproni davanti alla ripa incontro alleCaſcine, che per molte centinaia di braccia, eſſendo
tutta lacera, ſcalzata, e corroſa a piombo; alle prime
piene, con pochi centi di ſcudi reſtꝰ fra eſſi rincalzata,e ridotta a ſcarpa- W 8 100
Delb iſteſſa qualità di ſaſſo di queſte vicine Cave miſervij ſimilmente circa dieci anni ſono per ſalvar la ri-
pa del primo Stradone del Maglio, come in effetto
legul. b iCol ſaſſo di Golfolina, tre anni addietro, formatoneun groſſo, ed alto Pignone, per mia propoſta, ſi ſvol-td, come diſſi poc anzi, a ſeconda col corſo d Arno,il corſo del Fiume Ombrone, che vi entrava prima
contrac-
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