Biblioteca della Eloquenza Italiana.
phurn siam . Questo luogo di Svetonio conaltro , che si legge a capi Lxxxviii. p.rzy.fu di belle osservazioni illustrato da Mar-co Zuerio Boflomio in una lettera , inse-rita nelP Apologia di Danttllo Emjìo pel-le sue Esercitazioni sopra il nuovo Te-stamento contra Giovanni Crojo . Eu-febio Friuli Abate Camaldolese del monistero delle Carceri, nella Orazione inmorte del suo famoso Generale PietroDelfino , dianzi pubblicata dal Padre Ed-mondo Alartene (a) , [ Veteres Scriptorestomo III. pag. 1231. ] afferma , che percompimento de’ gran pregi di quel va-lentuomo , accedebat ad ipfius ornatummira quxdam in feribendis hterariis cha-raEleribus & fuavitas , & pulebritudo ,ut diserta ipfius editiones , tam preclaraEtera deferipta , vtderentur cyclades au-
No t e d r A
ro texta ac immenfis monilibus ornata ,Al Cardinal Francesco Toledo cotanto(piacque il veder nelle scuole guastarsi ilcarattere della gioventù sotto alle detta-ture de’ maestri , che nella prefazione a’suoi Cementati sopra la Fisica di Arista-tile , se ne dolse altamente co’ suoi Pa-dri , attribuendo questo e molti altri nonleggieri disordini al prurito, che aveanodi dettare le speculazioni del proprio in-gegno , non di rado tumultuariamentecomposte il giorno avanti , in vece dirisparmiare a sè , e ai loro discepoli sìgran disagio , spiegando con maggior frut-to , siccome prima faceasi , i testi degliautori classici, di già approvati, e rice-vuti per buoni e sicuri : al qual fine primadell’ introduzione di tal corruttela si ri-trovano tuttavia stampati in forma ca-
(a) Egli è vero che l’Orazione dell’Abate Fusebio Friuli fù DIANZI pubbli-cata dal Padre Edmondo Telartene nel to-mo III. della stia gran raccolta di anti-chi Scrittori ; ma siccome egli pretendedi darci nella medesima cose non primastampate, cosi tanto egli, quanto il Fon-tanìni s’ingannano nella credenza, che 1’Orazione suddetta fosse per 1 ’addietro ine-dita, e solamente DIANZI, cioè poco pri-ma , stampata. Se ne ha una vecchia edi-zione in quarto , senza nota di anno, luo-go, e Stampatore, ma fatta probabilmen-te nell’anno medesimo, in cui dal Priulìfu recitata, cioè nel 1525. che fu l’ulti-mo della vita del Generale Pietro Delfino.Il detto Fusebio Priulì , di cui poche co-se si sanno, su figliuolo, ma naturale, diGiovanni Priulì, gentiluomo Veneziano .Vesti T abito Camaldolese in San Micheledi Murano ai 29. di Marzo nel 1502. FuPriore di quello di San Martino d’Uderzonel 1515. e dopo due anni gli fu confe-rita l’Abazia di San Michele , dalla qua-le passò nel 1518. a regger Lastra di San-ta Maria delle Carceri. Essendo vacataper la morte di Antonio Contarini la• Chiesa Patriarcale di Venezia , fi sè scri-vere fra i concorrenti, ma non fu ara-àlfcsso alla ballottazione , a riguardo del
difetto del suo nascimento; e ciò su ai7.di Ottobre nel 1524. L’anno seguente re-citò l’Orazione in morte del suo Genera-le . Fuori di questa , non so , che delsuo vada astro componimento alle stam-pe. Fu per astro in grido di molto sape-re. Se ne ha la testimonianza nelle ra-rissime Epistole del suo Generale Delfino,e nella dedicazione, con cui Marino Be-cìchemo , daScutari, pubblico Professoredi umane lettere, ora in Brescia, ora inVenezia, ora in Padova,, gl’indirizza treorazioni panegirìche latine , stampate inPadova nel 1521. in quarto. L’anno 1528.essendo senza Vescovo la Chiesa di Vegliaper la rinuncia di Natale della Torre,ne su conferito il governo ali’Abate Fu-sebio il di 9. di Ottobre, come si ha da-gli Atti consistoriali; ma egli non ne go-dette gran tempo, poiché, se prestiamo fe-de al Cronista Camaldolese , ( Au.g. Fortu-mi P. 1 I. lìb.iv. cap.zj-.pag. 199. ) datosi conmosto zelo a riformare i costumi del Cle-ro, epoto veneno sublatus est e medio. Da-gli stessi Atti fi può trarre indizio dell’anno della morte di lui, poiché nel 1531.ai 24. di Aprile gli danno per successoreGiovani Rosa da Zara, Vescovo- di Scar-dola, trasferito alla Chiesa dK Veglia perobitum Fusebii ,