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Tomo primo.
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LaGramatica. 5

* i Le Regole gramaticali della volgar lingua , di Gianfraticesco

Fortunio (libri II.) In Ancona per Bernardino Vercellese151 6. in 4.

*2 - - - In Venera nelle case de’figliuoli di Aldo 1552. in 8.

* 3 - - - In Venezia per Giovanni Garane 1527. in 8.

moda per uso delle scuole e delle pubbli-che Accademie, senza eccettuarvi!) la sa-cra Scrittura , il Maestro delle Sentenze ,i santi Dottori, Tommaso , e Bonaven-tura , il corpo del Diritto canonico , edel civile , Platone e Arisiotik . In tem-po dclToledo si vide concorrere nel me-desimo sentimento l’Università di Pado-va , come narra Antonio Riccobono nellibro iv. a capi xvi. de’suoi Comentarj(a).

10 ho uditi molti lagnarsi di avere congran danno [ anche della propria salute ]guastato il carattere , scrivendo precipi-tosamente le consuete lezioni sotto P al-trui dettatura , senza saperle poi leggere ,nè intendere dopo scritte, oltre alto spes-so frapporvi!! jalsa cum vcris , & illisipfis aubite fìdei monumentis , per dirlocon le parole stesse del Toledo. Ora se-

No T e di A p c

(«) II sentimento del Cardinal Toledoin condannare le dettature, che faceano imaestri delle loro speculazioni nelle pub-bliche Scuole, era principalmente, perchélì guastava il carattere della gioventù nel-lo scrivere precipitosamente, quantoi mae-stri dettavano. Il motivo, per cui dal Se-nato Veneziano su proibito a’ Professoridella Università di Padova il dettar dallacattedra e nell’ ora della lezione le lorospeculazioni , non fu , perché si guastasse

11 carattere de’ giovani loro uditori , maper quelle ragioni , che adduce il Ricco-bono nel luogo soprallegato.

* 1 In tutte l’edizioni da me osservatedi questo libro, che fuor di dubbio è statoil primo, che si vedesse stampato, a darneinsegnamenti à'Italiana, non già Eloquen-za, ma lingua, fi legge nel titolo (stesso,Regole gramaticali , e non Le Regole gra-maticali , omettendovi!! l’ articolo, che disuo capriccio il F on tapini vi appicca, per

gustiamo ad annoverare i Gramatici del-la lingua volgare .

* 2 Edizione bella, senza abbreviatu-re , e in carattere, che i Franzesi chia-mano Italico , e Aldino da Aldo il vec-chio , che ne fu il primo inventore , eche avanti ad ogni altro cominciò a pra-ticarlo nelle sue stampe sui bel principiodel sècolo XVI. in vece del tondo, sinoallora praticato , che fu il primiero , e checorrea da per tutto innanzi, che degene-rasse nel Teutonico , volgarmente chia-mato Gotico, sparsovi nelle stampe di Ve-nezia, e di Lione . I Sommi PonteficiAlessandro VI. Giulio IL Leone X. intesitra le gran cure del Pontificato ali’ onordelle lettere , diedero ad Aldo bellissimiprivilegi di privative , giustamente do-vutegli per li suoi gran meriti letterari,

emag-

stoio Zeno.

avvalorare una sua singolare opinióne , laquale più sotto sarà da me esaminata.

* 3 Nel libro dell’ Eloquenza si produ-cono diverse edizioni delle Regole del For-tunìo, e. secondo l’ordine degli anni la piùvicina alla prima del i$i< 3 . vien quivi adessere questa del 1527. ma assai più dap-presso le-vanno le due seguenti:

* - - - In Milano per Giovanni Scinzenze-ler 1517. in 4.

- - - Ex officina Minutìana 1517. pridieSaniti Lucro, in 8.

In questa non fi legge espresso il luogodella impressione , ma non è da porsi indubbio, eh’ella sia stata fatta in Milano,dove la Stamperia Minuziana era alloraassai nota.

Il Garone, che ristam pà queste Regole, noli’esemplare, che ho sotto Rocchio, stampatoin tal anno 1527. ha’l nome ài Francesco,e non quel di Giovanni . Esempi di similisbagli abbondano nel libro dell’ Eloquenza^.