Band 
Tomo primo.
Seite
24
JPEG-Download
 

24 Biblioteca della Eloquenza Italiana.

(a) Le Osservazioni graroaticali e poetiche della lingua Italianadi Matteo Conte di San Martino . In Roma per ValerioDorico 1555* in 8.

Osservazioni della lingua Italiana del Cinonio ( M. AntonioMambelliGesuita) Parte 1 . contenente il trattato de’verbi.In Porli per Giuseppe Selva 1 < 58 5. in 12.

Note di Apostolo Zeno.

medesima edizione, ora in Nuove osserva-zioni , ora in Eleganze: cotanto sta a cuo-re agli Stampatori di spacciare a torto ea diritto le proprie merci, senza farsi scru-polo del mal carpito guadagno , che vanfacendo a spese de’poco accorti, e troppocorrivi compratori.

fa') Non solo Conte di San Martino ,ma ancor di fosche, sta impresso nel fron-tispizio. La Contea di fosche, antico feu-do de’ Signori di San Martino , è situatapresso le rive della Dora Bautica , che dalmonte Giovio dell’ Alpi Graje discorre , equindi placidamente serpendo per la pianu-ra , entra non lunge nel Po : così ce ladescrive il Conte Matteo nell’ altro suo li-bro , intitolato , Pejcatoria ed Egloghe ;{ In Ven. presso il Giolito in 8. senz anno )opera mescolata di prose e versi , a imi-tazione dell ’Ameto del Boccaccio, dell’j 4 r-cadia del Sannazaro , e degli Asolarti delBembo. Questo gentiluomo Piemontese nac-que Tanno 1494. in cui Carlo Vili. Re diFrancia calò in Italia alla conquista delReame di Napoli : la qual notizia ho vo-luto qui riportare, poiché quanti han fat-ta menzione di lui , assai asciuttamentene parlano . Dappoiché si è veduto , cheun Dalmatino è stato il primo a dar re-gole di volgar gramatica, non dovea pa-rere strano , che un Piemontese si arri-schiasse , dietro il Bembo e altri valentiuomini, ad esporre in pubblico le sue Os-servazioni di lingua , siccome egli si que-rela, che un suo confidente gli dicesse infaccia , che per esser egli confine d'oltra-montani , non poteva aver la Italica lin-gua propria , ni limata, né osservar benele regole gramaticali e poetiche; dalla qual

opposizione egli si fa scudo col dire , chele Osservazioni, accompagnate da un assi-duo studio , giovano a dar perfezione adogni scienza , pisi che il natal sto di qua-lunque ragionasse; e che ciò per Tappan-te lo animò a metter suora le sue Osser-vazioni, le quali vent’anni prima persilafola istruzione raccolte aveva . Tanto dalui si asserisce nella dedicazione del suoprimo Trattato al Cardinale AlessandroFarnese , ove rende giustizia al Fortuniodi essere stato il primo a divulgar le sueRegole, assegnandone al Bembo il secondo,e al Trissino il terzo : i quali tutti e trepareva a lui , che non ne avessero dettoabbastanza, e che in qualche cosa non do-vessero esser seguiti . Quivi egli riconoscei due libri de vulgati eloquentia per ope-ra legittima di Dante ( cosa sfuggita dìvista al Fontanini nel lungo ragionamen-to , che fa altrove nel libro II. intornoali’ autenticità di quest’ opera di Dante )e cammina dietro la scorta di esso , e dìAntonio Tempo, e del Trissino nello stabi-lire la tessitura dei varj componimenti poe-tici Italiani; non molto approva Tufo deiversi scioltij e stima le terze rime esser ilmetro più conveniente alle cose eroiche :nel qual metro dice, che avea comincia-to a tessere un poema sopra gli amori ele guerre di Giulio Cesare, intitolato Giu-liane . In fine delle Osservazioni stannodue lettere di lui a Claudio Tolomei ,nelle quali lo richiede del suo parere in-torno al verso sciolto , alle terze rime, ealle ottave , e in fine vi condanna destra-mente T uso de’ versi esametri e pentame-tri, introdotti dal Tolomei nella sua nuo-va Poesia .

Par-