30 Biblioteca della Eloquenza Italiana.
(*) II Polito dì Adriano Franci, ovvero delle lettere, nuovamenteaggiunte. In Vinezja per Niccolò Arìsìotìle 153 1. in 8.
Il slargagli nel Turammo pag. 50. ne rione I. di questo Dialogo del Trancifa principale autore Claudio Tolomei , al fu fatta in Roma per Lodovico Vicenti-qnale il Varchi nell ' Ercolano [Pag. 402.' no in quarto senza anno , che però fucd/x. 117 . ] iiv tutto, lo attribuisce. L’edi- il 1Z30.
Note di Apostolo Zeno.
Cotesto cambiamento, comechè da lui giu-dicato convenevole e giusto , credo , chemolto dipoi noceste a stabilire la sua nuo-va opinione, e faceste nascere nuovi scru-poli e intoppi appo coloro , che prima sifossero disposti a seguirla, vedendo eglinoche lo stesso autore non era ben fermo ne'suoi principi, e avea mutato sistema: il cheforse con poca ragione avea fatto , comefacile mi sarebbe il mostrarlo: tanto è ve-ro che il mutar parere non sempre da buonconsiglio procede.
(*) La prima edizione di questo Dia-logo è intitolata :
* Delle lettere nuovamente aggiunte ,libro di Adriano Franci da Siena , intito-lato il Polito . la Roma per Lodovico Vi-centino e Lautizio Perugino . in 4: seno? an-no . Monsignore ne stabilisce 1 ’ edizionenel 1530 i ma io la giudico più tosto im-pressa avanti il 15x8.
* - - Il Polito di Adriano Franci da Sie-na , delle lettere nuovamente aggiunte nel-la volgar lingua, con somma diligenza cor-retto e ristampato . - In Vinegia per Nic-coli) d'Arijìotile detto■ Zoppino 1531. in 8.ediz- IL
Ho voluto riferir di nuovo il titolo diquesta seconda edizione , per vederlo pocoaccuratamente descritto nel libro dell’E-loquenza . Se di questo Dialogo , dedicatoa Don Michele di Silva, Ambasciadore delRe di Portogallo al Pontefice , dove si di-sputa prò e contro airi travamento del Tris-sino sia legittimo autore il Franci , cheallora era assai giovanetto, ovvero, comealtri asseriscono, Claudio Tolomei, io nonentro qui a far quistione. Il ritrovamentodel Trissino, più lodevole nell’intenzione,«he felice nella esecuzione, non è però riu-scito affatto inutile in ogni sua parte, poi-ché esso ha dato luogo ali’uso , che poi siè introdotto di segnare 1 ’/ e l’v consonan-
ti diversamente dall’s e dall’ u vocali , edi scrivere, locuzione, grazia, Venezia , esimili,- in luogo di locutione ,■ grafia , Vene-tia ec. Laonde non veggio con qual fonda-mento ne sia stata da altri attribuita lagloria a Neri Dortelata, Stampator Fioren-tino , che usò questa ortografia nel Co-rnento volgare di Marsilio Ficino ■ sopra ilConvito di Platone , stampato da lui nel1544. che fu vent' anni dopo la prima im-pressione dell’ Epijìoia del Trissino, e quin-dici dopo la seconda ,• e benché lo stessoDortelata confessi nella sua prefazione dinon essersi discojìato molto dai trovati delTrissino , non però nominato espressamen-te da lui; non veggio, come da altri siasivoluto defraudarne il vero e primo ritro-vatone, nel quale terminò per altro la in-troduzione dell’ e e dell’ w de’ Greci , let-tere straniere ali’alfabeto volgare. Ma co-me queste due lettere hanno due suoni sen-sibilmente diversi nella pronuncia cîall’e ,e dall’ 0 chiusi e serrati , così fecero pen-sare a Giovanni Andrea Gilio da Fabriano,che fosse necessario dar qualche distinzionenella scrittura a tal diversità di suoni ; eperò nel primo de’ suoi Dialoghi ( In Ca-merino per Anton. Giojoso 1564. in 4: png.32.)propose un suo spediente, come sufficienteal bisogno, cioè far maiuscole le dette duelettere, quando larghe esser vogliono, co-me u.Omo , pOrto , farFbbe ec. e quandofrette, farle minori , come pomo., molto ,,ingegno ec. Al defunto Abate Salvini parvepiù agevole ali’ uso , e meno stranio ali’occhio il segnare un accento circonflesso so-pra quelle sillabe , che avevano le vocaliè ed 6 aperte , senza aggiugnere un nuovocarattere al nostro alfabeto : il che vedesifelicemente da lui praticato nel volgariz-zamento in versi sciolti de’Poemi Greci diOppiano ( Fir. per li Tartini eFranchi 1728.in. 8. ) Comechè poco fortunato sia stato.
il.