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Tomo primo.
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i 8 ó Bilbioteca della Eloquenza Italiana.

Delle Lettere familiari del Commendatore Annibal Caro , vo-lume I. ( e IL ) In Veneziapresso Aldo Manuzjo i572. x575. in 4.

Edizione piti bella delle altre , ben-ché 1 ’ errata sia lungo nel fine ( a ) . Ilnipote Giambatista nella, lettera r. alCardinal Girolamo da Corteggio si scusadi non poter dar suora le Lettere di ne-gozi , a fine di non pregiudicare al ser-vigio de ’ Padroni , per li quali dal Ziofurono scritte. Il Commendatore dice ilmedesimo [ Libro IL pag. 84. 15 5. 295. ]a Paolo Manuzio , al Ruscelli » e a Lau-ra Battisena , che gliele aveano diman-date : e pur elle sarebbono ora le pisigradite. Da queste Lettere si vede, cheil Caro fu in alta stima de’ maggioripersonaggi in dottrina e in dignità, chefiorissero allora : cosa, la quale non puòriferirsi ad altro , che alle sue virtù equalità personali . Egli mai non parladi sè con vanti gramaticali, come l’av-versario [ Apologia del Caro pag. 182.Libro IL pag. :z8. 153. ] ; ma semprecon umiltà e modestia . Fu fatto Com-mendatore , e Cavaliere di Malta dalPapa , ma scrivendo al Gran Maestrodell’ Ordine, dice, che volle esser legit-timato e riconosciuto per dipendente dal-la Religione . Col Ruscelli si esprime

Note di Apo

00 * - - E ivi presso Bernardo Giuntie fratelli 1581. in 4. edizione citata nel Vo-cabolario dell’Accademia delta Crusca .

* - - E in Padova presto Giuseppe Co-

mino 1725. volumi II. in 8. con la Vita dell ’autore scritta da Aleffandro Zìlioli , e conle testimonianze di diversi , e con la tavo-la delle cose notabili: edizione citata snob'està nel Vocabolario. '

* - - E ivi 1735. volumi III. in 8.

Questo volume terzo, compilato dal di-

ligenre Seghezzi, rende la presente edizio-ne pregevole sopra l’altre , poiché oltrealla novella Vita del Caro , scritta conmolta esattezza , e pulitezza da esso Se-gbezzi , ci dà molte lettere del Caro , e

con queste parole : mi terrò sempre a sa-vore di effer corretto da un suo pari , eper Dio da ogni altro , che dal Castel-vetro , il quale non lo sa ne da amico ,ni da letterato , nì da gentiluomo. Quisalta in campo l’Avvocato del Castelve-tro , asserendo, che il Caro prima su dipovero , e basto stato . Chi parla In talguisa, verrà certamente dalla casa Alli-eta . Ma la guerra offensiva, incivilmen-te mossa dal Castelvetro al Caro , fu ellaforse di quarti di nobiltà , e non di co-se letterarie , anzi della gramatica piùcaviliosa e ridicola, che siasi mai senti-ta l Come dire , che il Petrarca nonavrebbe usato il verbo cede ; che le vo-ci simulacri , inviolata , illustri , tarpa-to , propizia , amene , e simili, non sonbuone ; ma bensì quest’ altre , leggiadra-mente usate dall’Aristarco del Caro [ Apo-logia del Caro pag. 155. ] : partefici ,stea , dea , guerì , adastiare , riottose ,abituri , sozzare , rinome . Al Caro poibastava di esser onesto , e di famiglia ono-rata e distinta della sua patria Civitànuova nelle vicinanze di Macerata, do-ve poco fa rimase spenta.

d’altri a lui , non comprese ne’due pre-cedenti volumi, con la giunta diCXXXVIs.lettere di Monsignor GiovanniGuìdiccionì ,per la maggior parte non più stampate, escritte sorse dal Caro medesimo, che allo-ra era suo Segretario . Venendo ora allaedizione del Manuzio , io ne tengo unesemplare del 1574. e altri cosi ne ho ve-duti , e tutti senza il lungo errata nel fi-ne, che il Fontanini ha osservato in quel-la del 1572- il che mi fa pensare, che dueesser possano le edizioni Aldine di questeLettere del Caro - Avrò modo di assicurar-mene col riscontro, ogniqualvolta mi diaper roano quella, che mi manca. Da que-ste Lettere, che sono stimatiMme, si vede,

quanto