La Rettorica. 187
Lettere di Adriano Politi . In Roma per Jacopo Mascardi 1617.in 8 . Parte I. {solamente ).
Furono ristampate anche in Venezia va sotto nome di Lorenzo Salvi . Il Po-stai Piacili (a) , con attribuirsi al Poli- liti fece vedere tal suo Discorso a Jaco-ti, a cui veramente appartiene , il Di- po Pergamino , il quale sopra ciò gli ri-scorso intorno alla Denominazione della sponde nelle sue Lettere pag. 193. (si),lingua , il quale nella stampa di Roma
Note di Apostolo Zeno.
quanto il Caro fosse intendente nell’arte diformar vaghe e lodevoli Imprese , e quantoanche fosse perito nella conoscenza delleantiche Medaglie , delle quali non solo avearaccolto un copioso Musèo, ma compostoancora un ampio Trattato , disposto , ediviso in IV. volumi, e sgraziatamente pe-rito in mare , secondo la relazione , chese ne ha da una lettera di Niccolo E instoa Pier Segnino, registrata nel tomo V. del-la Sylloges epìstolarum , raccolta e pubbli-cata da Pier Burniano ( Leid/e ap. SamuelLuBmans 1727. in 4.) pag. 719. Redemiante decennium Romie , cosi racconta ilfatto V Einsto , a librario quodam quatuorvolumina marni Hannibalis Cari exarata ,in quibus vir elegsntisstmus remnumariammagno conatu illustrabat. Vtìmnmvolumencirca familias illustra Urbis occupatur : fe-cundum nummos Augustorum , Auguftarumtertium occupabat : quartum in Gnecis il-lustrando erat totum . Ea mìhi naufragioperierunt , scripta anno secali superiorìs se-xagefìmo quarto, aut quinto. In plerisque,qute ad familias veteres pertìnebant , Ur-lînianis congrua obfervationibus annotabat,ut alterum alterius scrinin Jublegiffe fìt ve-rosimile, aut quodmagis crediderim ex Del-phi ni Gentilis scriniis utrumque profeciffe.Nam Hannibalis Cari doBrina in hoc flu-dìorum genere mìhi piane ignota est, ut Ur-finus inspeBis ejus schedis minime habue-rit opus , qute tamen annis ad minimumduodenis ante publicatum bujus opus erantcongesta. V opera in fatti ài Fulvio Orsiniintorno alle Medaglie antiche delle Fami-glie Romane , fu stampata la prima voltain Roma presso Giuseppe degli Angeli nel1 $ 77 * in soglio , che fu XI. anni dopo la
morte del Caro, accaduta ai XXL di No-vembre 1 $< 5 < 5 .
(«) Nel 1624. in ottavo. Il libro è de-dicato dall’ autore a Monsignore UlpianoVolpi Arcivescovo di Chiesi , e nipote diquel gran Vescovo di Como GiannantonioVolpi , che tanto si segnalò nella Nunzia-tura agli Svizzeri, e nel sacro Concilio diTrento, e dì cui si leggono bellissimi com-ponimenti poetici , latini, e volgari nellevecchie raccolte.
(b) La Scrittura, o sia il Discorso fattoveder dal Politi al Pergamini, si ristringe-va a due capi principali ; l'uno , di scri-vere alla Sanese senza obbligarsi alla fa-vella Fiorentina ; 1 ’ altro , di accomodarsiali' idioma della sua patria , e ali' uso co-mune, regolato però dal giudìcio: tanto di-chiara il Pergamini nella risposta al Poli-ti , impressa fra le sue Lettere pag. ìpj.Ora di niuno di questi due capi si ragionaprincipalmente nel suddetto Discorso dellaDenominazione della lìngua, ma solamen-te , del nome da darsi alla medesima ,quistione allora assai dibattuta . Si è in-gannato pertanto il Fontanini nel crede-re, e nel!'asserire, che il Discorso, fattovedere dal Politi al Pergamini, fosse quel-lo della Denominazione. Ma quale sarà sta-to mai tal Discorso? Quello appunto, cheserve come di prefazione al volgarizza-mento di Tacito , composto dal Politi, cpubblicato in Roma nel i6oz. ove princi-palmente egli si ristrigne a dar le ragio-ni, dalle quali fu indotto a servirsi in quelsuo volgarizzamento della favella Sanese ,senza obbligarsi alla Fiorentina , e ad ac-comodarsi ali’ idioma della sua patria , eali 'uso comune.
Let-
A a L