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Tomo primo.
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La Rettorica.

egli torna a chiamarsi, uomo lìbero . L’edizione veramente è bellissima, in ca-rattere tondo, e non mai degno di es-ser disonorato con le scritture desi' à-tino, il quale in questa impressione II.tolse via la sua prima dedicatoria ali’Imperadrice per surrogarvi quest’ altra aGiulio III. Il buon Muzio , autore ditanti libri contra i nemici del Pontifi-cato Romano , e i desèrtori desia Fedecattolica , fu compatibile , se nella suaLettera al Cardinal di Traiti si dolse ,che VAretino riportasse in Roma un Ca-valierato . Ma questa grazia venne daBaldovino del Monte , il quale , senza,badare al decoro pubblico , e alla ripu-tazione sua propria e del Pontefice suofratello , per farsi merito col paesanoAretino , la estorse a Giulio III. E 1 ’Aretino poi con farne buon uso a glo-ria del benefattore, la palesò a tutto ilmondo, stampando poco appresso le dueletteresopra ciò vilmente scrittegli daBaldovino , e anche dedicandogli il li-bro, o tomo v. delle sue proprie.

Il Cavalierato , che il Doni nel pro-mettere la Vita di questo suo Cavaliermalvagio, cercò dispacciare per una ri-

No te di A po

0 ?) Avendo 1 ’Aretino composto un So-netto per l’esaltazione di Giulio Iti. lose’ presentare al Papa da Baldovino delMonte , stateli» di Sua Santità , il qualeessendo protettore di lui. e suo paesano ,presentò il componimento, e gli riuscì fa-cilmente d’impetrargli un Cavalierato diSan Pietro , cambiatogli dal Doni nel Ter-remoto in un Cavalierato di San Paolo, macon error manifesto, poiché VAretino mede-simo s’ intitola Cavalier di San Pietro inuna lettera a Giuseppe Orologi ( Lett.lib.V ,.pag. 280. ).. Soggiugne il Doni , che VAre-tino vendesse ad un Pesarese il suo Cava-lierato, e che in Pesaro ne tenesse i danariad usura ; e però scrive al Pontefice Pao-lo IV. successore di Giulio III. acciocchéprovvegga , che quel serpente vomiti ciò cheha inghiottito, e renda il rubato onore , es-

guardevole dignità equestre , altro non.fu, che la rendita vitalizia di un uficiovertale e vacabile col nome di Cavalie-rato di San Pietro, fondato sul capitaledi scudi 1500. secondochè fi raccoglie daGirolamo Lunadoro nella Relazione dellaCorte di Roma [pag. 6 8. ediz. del 1664..in Roma presti il Falco]', onde il fruttopotea montare a sei in sette feudi il me-se (a) , i quali veramente sarebbono statiassai meglio collocati nel Muzio, difen-sor della Fede , e flagello degli eretici delsuo tempo , se VAretino lo era de’ Prin-cipi . Un simil Cavalierato dì San Pie-tro fu dato , secondo il Vasari [ Vite de'Pittori Parte II. vol.II.pag.ag19. infine ] .da Clemente VII. allo scultore Baccio Ban,dinelli , per aver disegnato il martiriodi alcuni Santi da porsi nella capella mag-giore di San Lorenzo in Firenze . Baldo-vino del Monte ai vii. di Maggio 1551impaziente di crescere in grazia dell’ A-r et ino , gli spedì, sollecitamente col gra-tis la bolla del Cavalierato , e con es-pressioni piene di alta stima [ Lettereali'Aretino tomo II. pag. 355. ] affinchèvi costituiste un procuratore a pigliarne ifrutti ( b ) . Per compimento delle for-tunate. '

stoio Zeno.

clamando poi con indignazione , 0 PapaGiulio , 0 Balduim , voi atterraste ben lagloria de'Monti , quando vestiste il cerbero >di pelle d'agnello.. Di quest’accusa del Darni io non entro mallevadore.

sb) La data di quella lettera , con cuiBaldovino del Monte spedi ali’ Aretino labolla del Cavalierato , non è ai Vil. diMaggio del 15 si. ma ai XVII. di Maggiodel 1550. Questo Cavalierato Pontificio suaccettato da.il' Aretino perché vi era an-nessa quella , benché mediocre , annualrendita : ma cosi non avea fatto dell’al-tro che gli fu offerto da CarloV. insiemecon una ricca collana. Accetto, cosi eglirisponde ( Leti. lib.l. pag. 1 g. ) a Girola-mo da Vicenza Vescovo di Vasone -, la ca-tena , ma non il vostro farmi Cavaliero petmezzo del Privilegio Imperlale : perché ioD d 2. ha,