La Reti
ài pubblicare contro di lui la seguenteOrazione , diretta a tutti i Principi Cri-stiani , e principalmente al Re di FranciaArrigo IL
Ad Henricum , Gallia Regcm clariffi-mum ac potentijsimum , ceterosque Cbri-Jìtante religìonis Prtncipes , JoacbimiPc-
Note di Apo
(a") Anche questa seconda Orazione inlode di SanGiambatista fu scritta dal Pe-rionio in detestazione ed infamia ò.e\VAre-tino . Egli ne prese il motivo da un ter-nario del Capìtolo di lui al Re Francesco I.nel qual ternario parve al buon Monaco,il quale più s’intendeva di latino , e digreco, che d’italiano, che la maldicentelingua dell’ Aretino andasse a ferire empia-mente quel gran Profeta , anzi massimode’ Profeti : ma con sua buona pace eglinon penetrò il fondo del vero sentimentodi que’versi, ne’quali V Aretino non in-tese d’insultare alla santità venerabile delBatista, ma bensì di notare, e d’ingran-dire la ipocrisia di un Prelato del suo tem-po , per altro assai rispettabile , e perquello, che era allora, e per quello chefu dappoi. Avvedutosi, o avvisato posciail Perionio del granchio solenne, che ave-va preso, si corresse, levò affatto da quel-la seconda Orazione il nome dell 'Aretino,e cosi emendata la fece ristampare unita-mente con l’altra ad Arrigo II. dietro leXXXIII. Declamazioni teologiche di DonF lori ano T resterò, monaco dellastessaCon-gregazione , in Colonia per Materno Colinonel 1561. in ottavo.
Ai sei Scrittori, mentovati dal fEâ'-r/,i quali non concorsero con tanti altri inadular l’ Aretino, unirò per ultimo il set-timo , che su gran Poeta, e gran Cancel-liere di Francia , Michele dell’ Ospitalefiat. Hospitaliux ) , il quale in uno de’suoi Sermoni, posto nel libro V. pag. zoz.
( Epistolar. seu Sermonum lib. VI. Paris,apud Patiron. 1585. in sol.') e intitolato,de libertate loquendi, fa cader la sua pen-na su l’ Aretino, e fondatosi sopra un fal-so romore , che si era sparso , qualmentecostui fosse stato impiccato in Venezia, nefa trionfo e plauso con questi versi , chequi mi par bene di riferire.
' O R I C A . 2 IZ
nonii Bencdi&ini Cormcerìacenì in PetruntAretinum Oratio. Paristis apud NicolaunìGuingant 15 5 1 • ' n ott avo . Segue appressoun’ altra breve Orazione in lode di SanGiambatista ( a ).
Qui il Perionio con tutto il maggiorzelo invoca il braccio de’ Principi Cri-stiani
stolo Zeno.
„ Nuper Aretinus Veneta se clauferat ur-bi:
„ Moenibus, unde velut celta fublimis Inarce
„ Omnes Europa Reges figebat, acuti:
„ Incessens jaculis , Sé ditte verbere lin-gua: :
,, Atque illum misti: omni regione Ty-ranni
„ Placabant donis .' tantum mala vatixavari
,, Lingua potest : at ei clara: tutela nécurbi:
„ Profuit , Ionio Ionge regnanti: in alto :„ Non circumfufe miserum texere palu-de: ,
„ Quin merita: Iseso poenas exsolveret orbi„ Terrarum , dignum vel haberet canni-ne FUNEM.
Altri che han supposto , o finto un fine'violento, e miserabile alla vita dell'Are-tino , non han trovata credenza . I suoipiù fieri nemici ne avrebbono sonata alta-mente la tromba, laddove il loro unifor-me silenzio fa prova , che egli di mortenaturale, e cristianamente abbia termina-ti i suoi giorni , avendo avuta qui sepol-tura in San Luca.
Queste mie Annotazioni intorno all’^sre-tino si trovano per la maggior parte con-formi a quanto si pienamente, e sì esat-tamente ne scrisse nella Vita di lui il Si-gnor Conte Giammaria Mazzuchelli, Gen-tiluomoBresciano, stampata in Padova perGiuseppe Comino nel 1741. in ottavo . Iole aveva stese da capo a piede, e quali orasono, avanti la pubblicazione della mede-sima Vita, che nel suo genere è per ogniverso un’opera eccellente , ed originale .Se con questa guida a mano io mi fostiapprofittato in accrescerle, o in emendar-le , mi sarei fatto scrupolo di tacerlo , e
dissi-