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Tomo primo.
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zió Biblioteca della Eloquenza Italiana.

Le Pistole volgari di Niccolò Franco (libri III.) In Veneziaper Antonio Gardane 1539. in foglio .

(*)--- E ivi presso il Gardane 1542. in 8. edizione IL più bel-la ; ma non diversa dalla prima , fuorché nell' ammendadell' errata .

stiam contra X Aretino . Dice, che legcsomnes divinar , humanasque non folumviolai , scd diam labefaîlat , & abro-gat , quarum vos Dcus cufiodcs , dejen-Jorcs & vindices voluti . Lo chiama cos-num , monjlmm , portcntum , non folumex noflrts , Jed ex barbarorum fimbusejicicndum '. Dice, parergli impossibile,che egli mandasse al Re Francesco I. pa-dre di Arrigo II. certi versi , colmi d’impiota , che si veggono stampati , es-sendo troppo offensivi della religione de’buoni Francesi di quel tempo ; altramen-te esso Arrigo , e il Padre , avrebbonoproccurato , ut Veneti, quorum in impe-rio ifìe vivit , & apud quos plurimumvaler amicitia & gratin , de co fuppli-civ.m , quo digniffimur efi , vel fumerestiipfi , vci cundem ad vor primo quoquetempore vinBum mittercnt .'Che i lucinefandi componimenti, traducendosi dall’•Italiano , faranno gran male in Francia ,nifi mature , ne id fiat , prudentta tuaprovideat . Per la sua [ come dice ] nc-jariam , obfccenamquc libidinem , lo chia-ma Arietinum in vece di Arctinum , in

Note di Apc

dissimularlo, essendo stato mai sempre mioistituto, e costume di rendere a ciascunoquesta giustizia anche nelle cose minute ,come son certo, che me la renderebbe inquesto caso quell’onoratissimo Cavaliere,ogni qualvolta insorgesse qualche malevo-lo a notarmi di averne espilati gli scri-gni, senza essermene preventivamente giu-stificato.

(*) Il Fontanini dicendo , che la secon-da edizione non è diversa dalla prima ,fuorché nell' ammenda dell' errata , mostradi aver poco attentamente confrontata 1’una con l’altra. La prima edizione con-

conformita di che Gasserò Bardo , chedallo Spagnuolo tradusse in latino uno de’perversi Dialoghi dell’ Aretino , primatradotto dall’ Italiano nello Spagnuolo ,onora l’autore con questo elogio : pro-digiosa impudicitia & insamir libidinirdemonflrator egregiur. Dionigi Lambino[ Advcrfaria libro xxxvni. cap. ix. ] tro-vandosi in Roma col Cardinal di Tur-none nel i;zi. avuta notizia da Giovan-ni Maludano di questa Orazione del Pe-riamo, in una sua lettera fra quelle cheraccolse Giammichcl Bruto , risponde diaverne riso [ Lib. III. pagpqy. ] ; nam ,quod arguit , illuni effe impurum, fccle-ratum , impium ; quid tum pofiea ? Ta-les bomines non verbìr aut feriptir cafii-gandi , scd kgibur & pcenir cocrccndi .Qui dice bene il Lambino ; ma , pergran fortuna dell’ Aretino , questa secon-da parte non toccava al Perionìo e sefosse a lui toccata, V Aretino forse nonavrebbe riso, come rise il Lambino.

( * ) Queste Lettere, le quali vennerosuora subito appresso al tomo I. in so-glio di quelle dell' Aretino , contengono

pure

stolo Zeno.

tiene quattro Pistole , che nella seconda so-no state omesse, scritte aW Abate Ani/io ,ad Aluigi Anicbìno , al 5 orgio pedante , ea Valerio Negrone . La seconda ne ha unasola di più, ed è quella A Marcantonio Pas-sero, ultima del libro secondo : sicché ol-tre a\V ammenda dell'errata passa chiara-mente diversità più notabile dalla edizio-ne in ottavo a quella in foglio , la quale,che che al Fontanìni ne sia parato , è dilungo tratto più bella , e più pregevoledell’altra. L ' Abate Amfio, e’1 Bargia pe-dante, contra i quali il Franco tanto nel-le suddette due Pistole , quanto in altre