i%o Biblioteca della Eloquenza Italiana.
(*) - - Lettere ( di Ortensio Landi in nome ) di Lucrezia Gon-zaga da Gazuolo. In Venezia pet- Gualtiero Scotto 1552. in 8.
Questi tre ultimi libri fono di Orten-sia Landi , medico Milanese , il quale neferiste molti altri e latini e volgari sen-za suo nome , o con nomi fìnti, rove-sciati , retrogradi , o abbreviati : e de’due primi ne vien fatto autore anche dalDoni nella Libreria 1. Egli, che in piùcose fu simile al Doni , ma ne seppe as-sai più, nelle dedicatorie di questi libri,tutti di un medesimo stile , tace il suonome. : e molte delle ultime Lettere so-no da lui scritte a sè stesso. In fine dellibro antecedente a nome di molte valo-rose donne , egli afferma in una letteralatina , che eas ex varìis Italia locis mul-to sudore , multoque impendio HortensiusLandus collepìt . Segue un Sonetto delDolce a quelle valorose donne , ove di-ce O) :
lui, per cui si ricche al mondo seteDt beltà , di valor , di ingegno , e d arte ,"Non tanto e così vivo obbligo avete ,Quanto al buon Lando , che ogni raraparte
Di voi consacra ; onde chiare vivreteNel vago stil delle sue dotte, carte.
Note di Apo
(*) Queste Lettere sono indinne senzaîl nome del Landi , che n’è fautore , aPietro-Paolo Mansione , Governator di Ve-rona, parente della Gonzaga, della qualeil Landi fa grandi elogj in. altre sue ope-re, siccome Matteo Bandella , Girolamo Ru-scelli , e Giammana Bonardo ne fecero nel-le loro.
(«) Oltre al Sonetto del Dolce ce n’èun altro d e\ Sansovino allo stesso Landi ,autore dell’opera, la qual vien similmen-te lodata con altri Sonetti da lParadosso,
Le ultime Lettere a nome di Lucrezia ,moglie di Giampaolo Manfrone Roma-no , si fingono venir quasi tutte dal ca-stello della Fratta nel Ferrarese : e ilLandi in una di esse fa, che ella scrivaal Ruscelli d’aver letto un Panegirico »f pag. 76. ] tessuto [ al suo dire ] non soda cui , in mia commendazione . Ma que-sto Panegirico , il qual si finge traslatatodì lingua latina in Castigliana , e poinella nostra volgare , è appunto- del Lan-di, e insieme con un altro in lode dellaMarchesana della Radula di casa d’Este ,fu stampato in Vìnegia presso il Giolitonel 1552. in ottavo senza nome dell’au-tore , che dedica amendue quei Panegiri-ci a Bernardo Micas . L ’autore però nonfu altri, che il Landi , ivi dal Ruscelliin una lettera a Lucrezia , datone perautore . Di questo Landi , il quale peraltro compose anche de’ libri , che me-ritarono di esser dannati in prima classe ,ci riparleremo più avanti. Qui si trala-sciano molti altri volumi di Lettere , af-finchè non si dica,
Scriptus & in tergo , necdum stnìtuscOrestes .
stoio Zeno.
e dal V Aretino , e per ultimo con un Ma-drigale da Niccolò degli Alberti da Bornio.A questi componimenti precede usa breveepistola latina di un certo BartolommeoPestaloffa , Grigione, la quale ci fa sape-re , qualmente il Landi raccolse ( anziscrisse ) le presenti Lettere a istanza diOttaviano. Bavetta , Vescovo diTerracina ;ma la dedicazione del libro , che è ano-nima (però del Landi) è diretta a Sigis-mondo Rovello, Ambasciadore del Re d'In-ghilterra a Venezia.
C A-