La Po
tipa ta delia varietà., di dette edizioni, e .del miglioramento , che vi si potea fa-re ; imperciocché il Fioretti avendo la-sciati correre i due primi volumi in ca-rattere silvio , e tardi avvedutosi , chenegli altri volumi seguitando a valerse-ne , la mole sarebbe troppo cresciuta ,ne' tre volumi seguenti fece cambiar ca-rattere , servendosi del garamonc , ancor-ché per questo divariò l’opera scompa-risse . Il Matin't avrebbe anche potutoporre tutte le Aggiunzioni a’ lor luoghi,e farvi fare, se non l’Indice copioso atutti i volumi , almeno una tavola ge-nerale de’ titoli de' Froginmsmi di cias-cuno per isminuire al lettore l’incomo-do di andargli nelle occasioni a cercareun per uno in ciaschedun tomo, e conpremettere a tutta l’opera una prefazio-ne istruttiva insieme con l ’Orazione del-le lodi del Fioretti, detta ai xxiv.Set-tembre 1651. dal Canonico GiovanniGuidacci nove anni dopo lui morto aixxx. Giugno del 1642. siccome il Datisei anni dopo morto Cassano dal Pozzo ,vi fece la sua . Queste ed altre partico-larità ci rendono persuasi , che le van-tate moderne ristampe, come per lo pisiproccurate senza consiglio , e da genteimperita, presuntuosa , e vilmente data«on pubblico danno ali’ interesse , nonfono preferibili alle prime edizioni ; on-de siamo costretti ad avvertire chi serba
Note dì Apo
itile di compiacerlo , e a tal fine senzarisparmio di fatica e di tempo, non sola-mente emendò moltissimi errori di stam-pa corsi nella precedente impressione, maandò lin riscontrando i testi degli Autorinei Proginnasmì citati , e ove li trovòmancanti , gli raddrizzò esattamente : il■ché è molto piò da considerarsi, che quelcarattere silvio , e gar amane, messo qui incampo dal Fontantni , il quale avrebbevoluto , che il Matini avesse fra l’altrecose premessa ali’ Opera l 'Orazione dellelodi del Fioretti , detta ai XXIV. Settem-bre idzi. dal Canonico Giovanni Guidac-
eli K.
queste, a tenersele care, e a non lasciarsifacilmente abbagliare da ingannevoli av-visi e falsi titoli di novelle edizioni, chetra noi per lo più sogliono essere peggio-ri delle vecchie per molte ragioni, tutteprovenienti dalla grande avidità del trop-po guadagno con pochissima spesa ed in-comodo , e senza alcuno stimolo di ri-putazione . Paolo Manuzio , famoso edottissimo Stampatore, in una lettera aMarcantonio Natta, che gli avea man-dato un suo libro , annovera alcuni de'molti difetti della stampa, ai quali nonbadano i nostri autori di nuove edizio-ni [ Lib. IH, epijt. 34. ] : quod ad typosattinet , vìdeo paullulum DETRITOSeffe vetuflate ; ìtaque SPECIE illa , quartiRECENTES balere folent -, PROR-SUS careni / & COMPACTUM ni-mìs atramentum videtur : ex quofit OB-SCURUM quiàdam , quod legentiumoculos OFFENDAT > Menda queedamdeprebendì, nimis F®DA , nec ejusmo -di , ut dissimulan possmt : cujus incorri -modi causam puto tibi non latere . Sti-pe en'tm dum imprimitur , vel emenda-tioni NEMO pretesi , vel praeffe folcehomo MERCENARIUS & PÀRÙMliteris inftruMus, & is, cui PECUNIA,quam FAMA , fit antiquior . Nos ta -men & quia de EXISTIMATIONElaboramus , & quod te nimìum dilìgi-mi ob tuam probitatem , nimiumque
ci, nove anni dopo lui morto ai XXX.Giugno del 1642. Ma se questa Orazione.si doveva premettere, dove è ella? Stam-pata non è, e gli eredi del Canonico Gui-dacci non l’hanno. Che occorreva dunquefarne rimprovero al Matini , e al Lette-rato, che in questa opportunità Io assistete-le ? Ma perché era a notizia di tutti ,che questi non era stato , se non il cele-bre Antonmarla Salvini , bastava ciò afare , che il suo unico dichiarato Avver-sario condannasse , e biasimasse per Ogniverso questa seconda edizione, benché tan-to dal medesimo migliorata e corretta.