La Poesia.
del, linguaggio degli Eretici , usa il voca-bol o Cena , da loro soli usato dopo natele ultime eresie ; e non da’ nostri Cat-tolici , in significato del santissimo Sa-cramento dell’ Eucaristia, itlituito da no-stro Signor Gessi Cristo nell’- ultima ce-na , e consistente nel vero sacrificio in-cruento del suo vero corpo , e del sitovero langue . Così pur fece GiovanniSleidano , chiamato il Tito . Livio dell'Eresia ; poiché nel tradurre in latino leMemorie di Filippo Gomineo Signor diArgentone , ove s’incontrano termini ,e foratole eucaristiche della Mesa , usa-ti da noi Cattolici , egli adulterandoneil senio, gli scambiò in quelli AiCena,propri de’ soli Eretici del suo tempo .Questa Cena per maggior distinzione do-vea dirsi Luterana , o Calviniana, comela disse lo Sdoppio [ Amphotidesp.iz^.]che negò d’intervenirvi. Ma il Castel-vetro non volle dirla così per non isco-prir tanto il suo altare, benché lo sco-perse quanto bastava . Non è qui miopensiero di esporre tutte le cose eretica-li , registrate in entrambe queste edizio-ni , ma solo alcune poche, le quali so-no pisi, che bastami a rappresentarci 1’«tutore per quello, che fu veramente incarne ed ossa. Ora questi nella sua edi-zione I, di Vienna , al foglio 65. pag. z.e nella II. Ai Basica pag. 118. num.10.parlando degli apojlati e desertori dellaFede Cattolica , i quali piuttosto , cheabiurar 1' eresia , da loro in que’ tempiinfelici delle novità di Luterò , Zuin-glio , e Calvino abbracciata , vollero osti-natamente soggiacere alla morte , dice,che questo SÌ E VEDUTO in coloro ,a' quali su RIVELATA per BENI-GNITÀ’ DIVINA la LUCE dell'EVANGELIO, conciossiacosaché in quel-le CONTRADE [ di Francia e d’ Ita-lia , che però il Castelvetro non vuolnominare ] dove si videro alcuni conGAGLIARDO, e SICURO animo so-stenere il MARTIRIO , molti s'inco-rarono altresì per esempio suo , a se-
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fletterlo con FERMEZZA damma. Main quelle CONTRADE [ e qui purenon vuol nominarle ] dove i primi ,chiamiti a render testimonianza dellaVERITÀ , fi smarrirono per l'a sprezzade' tormenti , e RINEGARO Cristo ,furono di grande scandalo agli altri conl'esempio loro , e furono cagione , chegli altri similmente RINEGASSEROCristo per paura de tormenti .
Quelle parole del Castelvetro, benchéraccozzate in maniera furbesca ed equi-voca, (on chiare in amendue l’edizionidella Poetica , nelle quali , secondo ilfrasario degli Eretici , che hanno pari-mente i loro Maìtirologj , esso Castelve-tro onora col titolo glorioso di martiri,quegli, i quali, ostinati nell’ eresia , pisitosto che abiurarla , vollero sofferire lamorte . Questi Martirologj degli ereticisi trovano da loro stampati : e de’ falsimartiri , de’ quali parla il Castelvetro ,ne fu al suo tempo buon numero, par-ticolarmente in Ferrara stessa , dove egliin casa loro stette nascosto dopo fuggitoda Roma , come lo ha divulgato il suoPanegirista [ Opere Critiche del Castel-vetro pag. 31. 33. ] . L’indegna OlimpiaMorata , eretica Ferrarese [ a cui dianziun incauto diede il titolo onorifico dicelebre , in vece di chiamarla infamecome deono chiamarsi gli Apostati ] scris-se allora queste parole [ Epist. lib. ILpag. 143. ] ex litens , quas proxime exItalia acccpi , Fcrraria crudeliter in Chri-stianos f haereticos ] animadverti intelle-xì , necsummit , nec infìmis parrei . Aliosvincici , alios pelli , alios fuga fìbi con-sulere , come fece il Castelvetro . CosìOrtenfio Landi nel suo Comcntario gio-coso d'Italia [/>4g-33r} tocca pure que-sta inquisizione, seguita in Ferrara col-tro de' Luterani , la cancrena de' qualianche in Modana lavorò alla gagliarda »dove tutta la casa del Gadaldino , Stam-patore del Castelvetro , fu appestata stali*eresia ; e lo scrive Antonio Caracciolonella Vita Italiana di Paolo IV. diver-sa