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Tomo primo.
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24S Biblioteca della E

fa dalla stampata in latino . DL la. poi,e dagli stretti parenti. Ani Càftchctra ven-nero a Roma le accuse contra, la sua mis-credenza ,. e non. certo dal Caro , nè dal-la casa Farnese , come al solito suo,, ca-lunniosamente. ha. sparso 1 - intrepido Pa-neg’rsur di quell’' eroe. [ Opere, critichepag. 3 !• 32. ] . Le perquisizioni suddettesi fecero in Ferrara negli ultimi annidel Duca Ercole- IL per cagione, della.Duchessa-: Renata- sua. moglie , pestilen-ti stima ereticar e. saturi ce. de Settari conla direzione, del suo. impuro- ClementeMarot- (a) onde ,. riusciti vani i tenta-vi: , fatti in contrario- dal- Duca sposo ,.il Re. di. Francia- Arrigo; IL nipote diRenata pien di gran, zelo per la; Fedecattolica ,, v’ impiegò tutti gli sforzi adeffetto di rimediare, al male ,, con ag-giungere- alle, preghiere, il rigore e conlo spedire, apposta a Ferrara- Matteo Qrizdell' ordine, de’ PredicatoriDottore del-la-Sorbona e Penitenziere del'Papa ,ehe. in. Francia; esercitava P uficio- d’ In-quisirne uomo; illustre e mentovatoda Cesare Egajsio Buleo nelll Istoria dell’•Università, di- Parigi- [ Hiflor. tom. VI.pag. 297:. e- 945. ].. Ma. il Duca , inquanto, a Renata non. potette far altroche levarle l’educazione de’ suoi figliuo-li'. L’ Istruzione- regia,. veramente degnadi quel- Monarca,, in.materia di srgran-de importanza-, trovasi pubblicata daGiovanni Laborcur Consigliere- del Re-di Francia. „ nelle Memorie, di. Michele

No te di Ape

loquenza Italiana.

di' Cajîelnau [ Mem. tom. I. pag. 747*ediz. i.} . Di due ostinati eretici, allo-ra fatti, morire in Ferrara,, parla Agosti-no Faujìini [ IJlorie- di Ferrara - libro Itpag. 24. ] : e Olimpia■ Morata di un al-tro [ ÈptJL. lib.l. pag.z^.i] ,,-di cui ,, do-po arso, furon» gittate, le ceneri in Po °Questi fono i martiri- di Olimpia , e delCafielvetro , il quale nel!’ espressioni,. ri-portate di sopra, con. somma: astuzia al-ludendo a queste materie, ci fa intende-re- di parlar d € suoi giorni y mentre.usan-do la: sortitola, de! tempo,, a lui- prossimo[fi è veduto. J,. si vale. ancora- de-termi-ni più empj -e sacrileghi, usati dagli-Ere-tici dell’ età sua , chiamando replicata-mente Irne par Crifio il t inegar: I eresia-[ Calli Scemali Curionisepifi. lib.l.p.zg.JGli Eretici di quel tempo si servivano diun idiomaloro proprio e particolare „dando-il fallo-nome. di rivelazione e. ma—nifefiazione della- luce dell. Evangelio edella verità , allo spargimento- dell 'eresiadi Luterò e. Calvino , come singolarmen-te. fu. avvertito dai nostri. Controvertisticattolici-, pratici del loro linguaggio . IlMuzio in una. lettera; tra le sue Cattoli-che [ ? Lib.III.. pag. 187.3 , scritta al Pon-tefice Paolo IV. in tempo , che era De-cano dei sacro Collegio de’Cardinali, euniversale. Inquisito!' della. Fede. , ne ri-porta- un’altra del Vergerlo , pure deser—tor della Fede , il. quale parlando dell’altro Eretico e falso-- Véscovo di Pohrsuo fratello., dice ,„ che: gli sii MANI-FESTA:

s to e o Z eno

(ay Nótn confondiamo i. tempi , Monsi-gnore, e: nel resto-saremo di accordo. Leperquisizioni , delle quali, egli. parla ,. furo-no- incominciate nel 1554; come dice ilFrustini (Iflor. dì Ferrara pag. 27.);. e Cle-mente Màrot: era: già morto in Torino die—ci anni prima , cioè nel 1544. come. si hadal Bìtillet: (Jugsmens dee Scavans tom. 1 V.pag. e daaltrì . V espressione del Fon-tortini> sembra , che importi qualche con-temporaneità ( dirò così ) tra le perquisi-zioni suddette,, e P eresia .di Remata fotta

la direzione del Maro: : là qual'direzio-ne non- so per altro , quanto sia. veramentre, il direttore di Frenata era Calvi-no ; è lo. fu, sinché ville, e sopravvisse al:.Marof anni- venti ; laddóve il Marot- nonistette. in. Ferrara-, sa non- per brevissimotempo , e se ne partì ne! 1.536,. senza-pisifarvi: ritorno. N,n si sa por,, come entri-no a proposito del C aftrlvetro-- y , le suddet-te. perquisizioni ,, mentre ì.i.fuga di questoda - Ferrara- seguì • - ->,»». -nolti anni. L’.òsser-varione è dei Signor Baratti .