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Tomo primo.
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269
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L A

P o E S I

A.

Cavaliere dell' Ordine del Tosone («) ,sèmpre così chiamato nelle lingue volgari .Quello principalissimo ordine equestre siiper difesa della santa Fede istituito neli’anno 1430. in Brugcs Città di Fiandrada Filippo il Buono , Duca III. della Bor-gogna nuova (ó), come la chiama Vol-fango Lazio , o sia Franca Contea [ Com-mentarli in gcnealogtam Aujìriacam lib.i.pag. 146. 147. ) , donde ebbe nome ilCircolo Burpundico , eretto dalF Impera-dore Massimigliano I. il qual Circolo ,benché posto suor di Germania, abbrac-ciava le provincie di Fiandra. L’ordinedel Tosane fu confermato dai Sommi Pon-tefici Eugenio IV. e Leon X. e Gianja-copo Chisflezio ha data la serie de’ Ca-valieri e de' loro supremi capi dalla pri-ma sua istituzione, in cui fu prefisso ilnumero di xxîv. sino a Filippo IV. RediSpagna , erede de’ Duchi di Borgogna ■■e ne ha scrìtto ancora un tomo in foglioGiambatijìa Maurizio , Araldo del Re

Note diApo

Opere del Trissino , fatta in Verona , gliaperse la strada a sapere, che quel mottoera preso dM'Edippo Re, o sia Tiranno,Tragedia di Sofocle, segnandogliene ancheil luogo preciso alt', no. ma al Font aniniparve bene di non confessarsene copista, e<Pinfingersene interprete.

(«) Intese solamente di perpetuare nel-la sua discendenza la memoria dell’onorefattogli dall’ Imperadore Massimiliano I.appresso ilquale essendo andato Ambascia-dore in nome di Papa LeonX. gli era sta-io da lui conceduto il privilegio di spie-gare nel suo stemma gentilizio l’insegnadtel Fello eforo. Tutto quello, che su que-sto proposito soggiugne il nostro Prelato,è superfluo. Paolo Beni, che ha scritto unTrattato dell' origine e fatti' illuflri dellaFamiglia Trijsma, stampato m Padova incasa dell' autore 1624. in quarto, dice p. 60.esser contenuto nel detto privilegio , cheidiscendenti diluì fi denominassero i Tris-sini dal Fello di’oro , della qual denomina-zione godono, essi anche al presente, a di-stinzione d’ altri' rami di quella nobilisfi-

Cattolico, e altri pure hanno pubblicatigli Statuti dell’ordine, e gli dogi de’Ca-valieri , ma senza fave alcun motto delTrìjsino , che non era da trascurarsi ,quando veramente vi fosse stato : e ciòtanto meno, che in questo affare ci en-trano anche gli Araldi , o Re d’ armi ,per assegnare a ciascun Cavaliere lo scu-do, e l’inseg ne, tutte le quali si leggonoespresse dal Chisflezio . Il Trissino nellaedizione del suo Poema inserì sconsiglia-tamente qualche cosa , meritevole di gra-ve censura ; ma poi da buon Cristiano,ravveduto del fallo , ne fece rammenda ,ristampando le carte, e da sé mutando iversi già scritti . Per la qual cosa recagran maraviglia, che offèndendosi la me-moria e riputazione del Trissino nel ri-stamparsi le sue opere [ non però confonografia da lui stesso inventata ] siasivoluto in onta sua, e non senza contu-melia della Chiesa Romana , fargli P ol-traggio di preferire alla giusta sua corre-zione .

stolo Zeno.

ma Famiglia ; e come tali si leggono de-corati anche nelle Iscrizioni in Vicenza ein Roma scolpite.

( b ) Non mancano gravissimi autori ,che avanzano l’istituzione diquest ’Ordineali’anno .-429. fatta dal Duca Filippo ilBuono lo stesso giorno, in cui consumò ilmatrimonio con l’Infanta isabella, figliuo-la del Re di Portogallo . Cosi LodovicoGuicciardini, Scrittore insorrnatistìmo del-le cose di Fiandra , nella sua Descrizionede'Paesi baffi {pag. 96. ediz. terza di An-versa 1588. in fogl. ) , ave ci dà pure ilcatalogo dei primi XXV. Soggetti creatiCavalieri , compresovi sè stesso ; cosi dalRuscelli nelle Imprese {pag. 98. ediz. diFen. 1584. in q. ); e così pure fi affermanel libro della Istituzione dell 1 Ordine delTosan d’oro, pubblicato dal Sansovìno nelPAccademia Veneziana Panno 1558. inquar-to, ove anche se ne particela, izza il gior-no , che fu ai X. di Gennajo : ss «he mifa arguire , che la differenza del tempodi questa istituzione altronde non prov-vegga r che dalla maniera di contare di-versa.-