La Po
Doveasi in questo medesimo Capo men-tovare la seguente traduzione ài Oppiano,alla quale vorremmo anche aggiugnerequelle, che il medesimo Abate Salvinì la-sciò tra’ suoi scritti ridotte a compimen-to, di Epodo , di Apollonìo , di Nonno , edi altri epici Greci. Il celebre Padre DonBernardo Monfalcone , tornato a Veneziadal suo viaggio letterario d’Italia PannoA702. mi disse espressamente, di non avertrovato , oè conosciuto , chi più profon-damente del Salvini fosse nella lingua Gre-ca versato: diche pubblica testimonianzaquell’ ingenuo Religioso lasciò in più luo-ghi del suo Diario Italico .
* Oppiano della Pesca, e della Caccia,tradotto da! Greco (in versi sciolti) e il-lustrato con varie annotazioni da AntonMaria Salvinì, al Serenissimo Principe Eu-genio di Savoja, Tenente general Cesareo.In Firenze presso il Tartini , e ’l Franchi1728. in 8.
Le traduzioni deli’Abate Salvinì, ven-gano dal Greco , dal Lutino , dali’Ingle-se , o dal Francese , che in tutte questelingue di sue ne abbiamo, sono, e saran-no stimatissime, poiché elleno fedelmentead verbttm , e con purità di favella nonsolò i sentimenti ne rendono, ma Impres-sioni ancora degli autori, da cui son pre-se : dalla qual sua , religiosamente osser-
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vara, fedeltà, e ristrettezza «eviene Tes-ser le medesime aspre talvolta , e seuret-te , e con qualche stento : difetti , che ,come malamente si sotfrirebbnno in un au-tore, debbono tuttavia perdonarsi, adii,siccome e^li stesso si esprime, ama m-gliodi essere fido interprete , che parafraste leg-giadro. Io qui avea terminate 1 .ni.-An-
notazioni su questo C.ipo degli Epici Grecivolgarizzati , ma sedizione che di frescosi è fatta dell’Opere tutte di Esiodo, tra-dotte in versi sciolti dallo stello Salvinì,mi è paruta meritevole, ond'io ne lasciastiin questo luogo opportuna memoria. Ellausci dai torchi del Seminario di Padovanel 1747. in un beli’ ottavo , insieme conla versione dogi'Inni, che portano il no-me di Orfeo, e di quelli di Proclo Lido :il tutto accompagnato col testo greco, econ la versione latina del Dottor AntonioZanolini, Professore di lingue Orientali neldetto Seminario. Poco prima di questo vol-garizzamento di Esiodo era comparsa allestampe la traduzione della Teogonia in ver-so sciolto , fatta dal Signor Conte Gìan-rinaldo Carli, Gentiluomo di Capodistria,e Lettor pubblico di Nautica nello Studiodi Padova . La stampa ne fu fatta in Ve-nezia per Giambatista Recarti nel 1744. inquarto, col testo greco a rincontro.
CAPO VII.
Poemi dimessi .
(*) T A Coltivazione di Luigi Alamanni , e le Api di Giovanni1 j Rucellai ( inversi sciolti ) con gli epigrammi deH’AIaman-ni e le Annotazioni ( di Roberto Tiri ) sopra le Api . InFirenze per Filippo Giunti 1590. in 8.
Il Poemetto del Rucellai , non senzaespressioni poco sane , fu stampato la
Note di A p o
prima volta in Firenze dai Giunti nel1539. in ottavo , tralasciatovi il nome
dello
stolo Zeno-
(*) Omettendo le anteriori edizioni diquesti due Poemi dell’ Alamanni , e delRucellai, e in particolare la prima dellaColtivazione , fatta sotto l’opchio dell’au-
tore in Parigi in bel corsivo per RobertoStefano , Regio Sampatore , nel 1546. inquarto; stimerei di commetter qui un’in-giustizia, se lasciasti di mentovare la ma-Oo gpifi-