La Po
Nel fine vi è una lettera volgare di Mer-lino [ o sia Folendo J allo Stampator Pa-ganino , col quale si scusa di non potermantenergli la parola data di mandargliil suo codice originale del libro , da séritoccato, e attribuisce a sè stesso il no-me di stolto in averglielo promesso, trat-tandosi di cosa non sua, ma de' suoi Su-periori . Si duole di essere stato incautoin lasciarsi dapprima uscir 1’ opera dallemani , e dice , che quando il libro fupromulgato dal Paganino, egli trovavasi
Note di Apo
Ma in un’altra edizione fatta in Veneziaper Giovanni Varisco nel rzòi. in decima-ste fio, i quattro suddetti versi stanno diver-samente stampati :
Tarn mìhi distimilis firn fa&us, & alterut illud
Primum opus alterius , constet id effemeum .
Causa recantandi fama est aliena , ma-larum
sudicio, & calami cuspide sosta mei.
Ripiglio ora l’interrottadescrizione del-la stampa fatta Cipadie: ove al disotto ve-desi un busto laureato, con queste parole :MERL. COC. F. Precede una lettera vol-gare col nome di Francesco Folengo, dallaquale si viene a sapere, che Fautore per-suaso dal consiglio di pisi persone, e spin-to da sue particolari considerazioni, si mi-se a rivedere , e a riformare le sue mac-caroniche, e posponendo un 1 altra pili loda-ta sua opera già incominciata (equ sta eraforse il suo Poema sacro della Urnayulli diCristo ) fi diede a soddisfazione altrui , econ suo Cordoglio , intorno a questo da sèodiatovolume. Rifece egli pertanto la Mac-caronica in maniera, che ella divenne quasitutt altra da quella di prima, e certo an-che migliore , perché meno mordace , epiù depurata da certe cose , che primaandavano a ferire l’altrui riputazione; eper questo appunto io credo, che in pro-gresso si attenesse il mondo ali’ edizionedel 1521. replicata dappoi in tante altreimpressioni : talché dell’altra, benché piùlimata, più gioconda, e meno rmcrefcevole
E S I A, zoz
di vita e di abito alieno da quello , incui fu allora , quando per sua disgraziail compose ; onde , sentito questo , nonpotè non attrijtarsene sino alla profusionedi lagrime . Che però essendo 1 ' operagià stampata, pensò per minor male diriformarla, sperando, che il finto nomedi Merlino lo dovesse occultare ; ma chenon ricordevole allora del detto dello Spi-rito Santo , nibil occultum , qued non re-vclabitur , vedutosi finalmente (coperto ,egli nega al Paganino l’adempimento
della
stolo Zeno.
della prima , e fatta in oltre , come quisi asserisce, per far mentire coloro , che di-cono lo autore aver detratto agli altrui ono-ri, non si fece gran caso. L’anno, il luo-go , e lo Stampatore di questa rarissimaedizione non vi si trovano espressi ; madal finimento della lettera dà France}co Fo-lengo si raccoglie , che ella su fatta neliszo. in Venezia , donde essendosi partitoFautore alla volta di Ancona , per darsia studj migliori, e più proficui, lasciò l’ope-ra in mano di lui , acciocché la facesseuscire alla luce, quando più comodo a luiparesse : e più comodo, dice qui l’editore,mi apparve quello , che suste in nullo , opoco danno ai coloro, i quali già moli'an-ni stamparono la prima per consìglio, espo-sta del magnifico Maestro Aquario Lodolaile quali parole ben considerate m’induco-no a dire , che lo Stampatore di tale edi-zione folle lo stesso Paganino , che diedeal pubblico tutte le prime Maccaronichedi Merlino. L’edizione per altro non es-sendo assistita dal!’ autore allora lontano,non è molto corretta : il che si manifestadalla lunga errata posta nel fine. Termi-na il libro con un’altra lettera di Nicco-lò Costanti, il quale esagera la grave per-dita, che il mondo avrebbe fatta, se fosseandata a male quest’ opera , e si avanzaperfino a dire che ciò era forse maggiordanno , che se anticamente si foste perdutoVirgilio , e ne' nostri tempi Dante, e V Pe-trarca. Rimangasi però egli solo in cote-sto suo sentimento, e basti al Folengo stes-ser giustamente commendato da PapirioMassone ( De Episcopi* Urhis pag. 383.) conquesto brieve elogio ,Festivistimus Poetarum,Qq Dove