4$o Biblioteca della Eloquenza Italiana.
(*) Dialoghi marittimi di Gianjacopo Bottazzo , e alcune Ri-me marittime dì Niccolò Franco , e di altri diversi spi-riti dell’Accademia degli Argonauti, In Mantova per Ja-copo Rufindii 1547. in 8.
Note di Apostolo Zeno.
volta , come pensa il Montanini , pressoDomenico Vani nel 1559. ma sei anni pri-ma , cioè nel 1553. prelio Giambatisla Ber-tacagno pure io ottavo : le quali sicure no-tizie, riportate da chi fece le annotazio-ni ali’opera del C rescimbeni nella ristam-pa di Venezia ( Iftor. della volgar Poesiapag.$6.~), vanamente son qui impugnatedal Fontanini , a fine di sostenere la suaasserzione , che il Rota folle il primo afar di proposito un corpo di "Egloghe pe-scatone in dialetto comune di' Italia, e eh’egli ci mettesse mano nel 1533. che vuoldire affai prima d’ogni altro : ma comeaffai prima , se nel 1534- ne comparveuna di Bernardo Taffo alle stampe, quan-do nulla ancora si sapeva del preteso ri-trovamento del Rota , che solo nel 13S0.lasciò uscire le sue XÌV. Egloghe pescato-ne ? Crede egli poi di ribattere il colpocol chiamare cose di sì poca importanza ,che appena se ne sa il nome le Pescatoriedi un Bernardo Taffo, di un Conte di SanMartino, e di un Andrea Calmo , che pursono stati nel loro genere Sci inori al lo-ro tempo, e anche al nostro lo sono , diriputazione e di grido.
(*) Come mai aver debbano luogo trale Favole pescatorie in verso, che costitui-scono questo Capo VI. dell’ Eloquenza Ita-liana, tanto l 'Egloghe pescatorie del Rota,quanto i Dialoghi marittimi del Bottazzoin prosa , e le Rime marittime di NiccolòFranco , e degli Accademici Argonauti ,
non so concepirlo . Assai più a propositosarebbe stato rammemorare in questo me-desimo Capo 1 ’ E lpi dio consolato, Favolamarittima di Publio Licinia , cioè di Nic-colò Craffp - uomo non già della feccia ,ma del fiore de’letterati Veneziani, stam-pata in Venezia per Angelo Salvadori nel1Ó23. in duodecimo ; o volendo rimontarepiù addietro, riportare la Nave, Comme-dia marittima di Pietro Martire car dova,Canonico di Reggio di Lombardia, stam-pata insieme con una sua Commedia pa-storale, intitolata il Cornacchione uscita inBologna dalle stampe di Anselmo Giacca-relli nel 1554. in ottavo. Queste due Com-medie sono in prosa , trattone la primascena di quella della Nave, che è in wfi sciolto , e vi parla la Sirena dateria .Qualunque ella sia, questa Favola marit-tima, scritta non meno che il Cornacchio-ne , come si dice nel frontispizio , suoradell'uso comune , è certamente la primaFavola piscatoria , comechè ne sia attri-buita comunemente l’invenzione ali’au-tor dell ' Alcéo. Anche la Favola del Cor-nacchione è una pastorale anteriore a quel-la del Sacrifizio del Beccavi . L ’Allacci nonne fece men ione nella Drammaturgia .Altre Commedie compose lo Scardova, no-minate da lui nell’ altro suo libro , conquesto stravagante titolo dato suora, L’8.troppo , in Parma per Set Viotto izza. inquarto, le quali perà non mie noto, chesieno » stampa.
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