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Tomo secondo.
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I Lirici.

lòtto il giovane Re Carlo IX. si trovòinfetta dell 'eresia di Calvino. In questaedizione , dedicata da esso Rovillio a Gio-vanni Mannelli Gentiluomo Fiorentino,con annotazioni di chi tacque il proprionome , come pestifero eretico , qual fuAntonio Brucioli , e che è diversa da un’altra del medesimo anno,, ivi pur fattadal Rovillio , con un Sonetto a centonidel Ridolfi avanti alle Rime , che quiè avanti al Rimario , parlandosi di que-sti tre anzi quattro Sonetti , messi den-tro nel libro [ Parte I. pag. 219.] , siespone il lor testo , come cosa abbomi-nevole contra la Chiesa cattolica Roma-na , talché io non oso di portar qui leproprie parole con quanto esprime fau-tore dell’ annotazione ai medesimi tre an-zi quattro Sonetti , mentre anche persuo sentimento non si possono leggeresenza orrore. Essi dunque non sono te-sti di sacra Scrittura , o di Santi Padri,che abbiano a dirsi buoni in sè stessi, esolo altrove depravati in senso degli ere-tici ; ma bensì dovunque sieno , fon quelche fono (a). Chi solfo il Brucioli, giàaltrove si fece saperlo : e si può inten-derlo ancora , se v’ è bisogno , da unalettera de’ vii. Novembre 1537. scritta-gli da Pietro Aretino , suo partigiano ,[ Lettere tom. T. pa^. 142. ediz. del 1 539. ]il quale vedendolo giustamente diffamatoper Luterano a cagione de’ suoi libri vol-gari del Vecchio e nuovo testamento , in

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prima classe medesimamente proscritti ,egli da empio e ignorante , lo adula ,ciò attribuendo in suo proprio linguag-gio , a 'malignità di Frati. Il Brucioliavea già prima pubblicato il Petrarca in-sieme con sue annotazioni in Veneziapresso Alessandro Brucioli , e ancor sen-za nome di Stampatore in un solo anno,che fu il 1548. in ottavo : la quale edi-zione dappoi senza nome del Bruciolifu ritrovata in Lione dal Rovillio nei 1550.in dodici , o sia in sedici ; perocché alRovillio , come a persona Francese , permalizia degl’ Italiani , rifuggiti nell’asilodi Lione , accadde in que’ tempi infelicidi esser gabbato nelle sue stampe di librivolgari . Per altro Paolo Manuzìo nel1565. ringraziando il Padre Pietro Per-pignano di averlo avvisato da Lione ,[ Libro vii. cpisl. ix.} che certo Italianoaveva in quella città apostatato dalla Fe-de Cattolica, lo prega a salutare in no-me suo , non già costui , al quale eglisi dichiara contrario sinché non ritorni là,donde sventuratamente erasi dipartito ,ma bensì il Rovillio , egregie de Reli-gione sentientem (6) . Così scrivono iveri e degni letterati. Mkhaele Maittaì-re per questa lettera fa grande onore alManuzio, chiamandolo Romana Ecclesiasuisque partibus addiElisimum [ Annalestypographici tom.III. pag.e, 14.]. Il Mu-zio ancor egli fu amico dell' apostata Ver-gerio prima di scoprire il suo guasto e

avve-

Note di Apostolo Zeno.

certo divoto opuscolo di San Francesco Bor-gia , che per colpa d’altre cose non sanedi altra mano attaccatevi, fu in quella ri-stampa interdetto.

(a) Lì dirò anch’ io scandalosi , e sati-rici, ma non mai eretici, giustamente dan-nati dalla Chiesa nel libro del Vergerlo, ebenignamente sofferti nel Canzoniere , co-me nei libri dei Poeti antichi gentili sisoffrono le nefandità, e le laidezze.

(h) Io non temerò d’ingannarmi , sescoprirò in cotesto Italiano apostata, quel

Giovanni Bernardino Bonifacio , Marchesia'Oria, amico di Paolo Manuzio, il qua-le fuggito d’Italia, primieramente in Ba-stila , a’ era poi ritirato in Lione , pro-fessando quivi apertamente il Luteranis-mo : dì che il Padre Perpignano diede av-viso al Manuzio, acciocché troncaste ognicorrispondenza con lui , col quale nonmeno, che col Marchese Giovanni suo pa-dre 1’ avea lungo tempo tenuta, come ap-parisce dalla dedicazione, che gli fece delPetrarca , stampato nel iZFZ-B 2