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Se poi 1 T altrui buona coscienza condialettica , in tutto simile a quella diPietro Abailardo , rappresentata da SanBernardo nella lettera ex. e poi da Ga-bricllo Naudeo [ Syntagma de fludio libe-rali 48.1, non è sì delicata di sen-tire in tal guisa , non si crede per que-sto , che si debba dar leggi , opposte al-le giù ricevute dagli altri, i quali si spe-ra , che ne giudicheranno molto diversa-mente , sapendo, che la Chiesa , e prin-cipalmente il suo Capo visibile, al qualein persona di San Pietro , dovunque siritrovassefu detto da Cristo Signor no-stro , pasce oves meas [ Job. iva. 17.] ,ha il supremo privilegio d’insegnare al-la greggia quali sieno i buoni e i sicuripascoli, e di allontanarla dai cattivi convietar la lettura di certi libri o nuovio vecchi che sieno , e scappati suora pri-ma, o dopo Fanno iziz. che è Fepo-ca dell' eresia di Luterò (s) ; in virtùdel qual supremo privilegio si vietaronoo in tutto , o parte oltre ai quattro So-netti del Petrarca, la Monarchia di Dan-te , certi scritti di Guglielmo Occamodi Marsilio da Padova , del Boccaccio ,,di Pier dalle Vigne , del Poggio , delPontano f di Lorenzo Valla , di Luigi Pul-ci , del Savonarola , di Arnaldo da Villa -nova , di Niccolo Clemangio , di Teode-rigo di Niem , di Pietro Pomponazio ,e di altri non pochi , benché tutti an-
Note di âpo
(a) La vigilia, o’I di à’ Ognissanti dell’anno 1517. è la vera , e sicura epoca del-la eresia di Luterò . Il Fontanini la riti-ra di due anni indietro contra l’evidenzadel fatto , e contra la testimonianza de’più esatti Scrittori : ma egli fu tratto inerrore dalla I. delle Regole dell' IndiceTri-dentino , nella quale , perché si vietanotutti i libri, che già erano proibiti avantiFanno 1515. che fu Fanno del ConcilioLateraneje sotto Leon X. egli dovette cre-dere , che quelFanno fosse ancor F epocadella eresia di Luterò. I Deputati del Con-cilio Indentino ebbero la mira nella sud-
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recedenti ali’anno 1515. che ora inupb-bliche stampe ci vien rinfacciato con al-tura , ma poco a proposito. La cagionedi questo può attribuirsi non tanto adorgoglio , pieno d’irriverenza , quantoa supina ignoranza di quello che si do-vrebbe sapere ; e al non essersi letto ilTeotimo , Dialogo de tollendis & expun-gendts malis libris , comporto da Ga-briello Putcrbeo , dottore della Sorbona ,da lui dedicato a Pietro Remonio , pri-mo Presidente dei Parlamento di Roano ,e stampato in Parigi da Giovanni Roi-gnì nel 1549. in ottavo . E forse anco-ra ciò viene dalF essersi ignorato o sprez-zato quanto il Padre Jacopo Gretfero scris-se contra Francesco Giunio , e GiovanniPappo y F un Calvinista , e F altro Lu-terano, nella grave e importante materiade jure , & modo prohibenài , expurgan-di , & abolcndi libros harrcticos, & no-xìos , scrittura uscita dalia stamperia Edc-riana d ’Ingolstat nel i6oz. in quarto ,col Supplimento , aggiuntovi dopo , eannesso alle sue Esercitazioni teologiche .A questi libri dee soggiungersi il tomo 1.dell’ Indice del Padre Gio: Maria da Bri-jìghella , maestro del sacro Palazzi) , epoi Vescovo di Polignano , promulgato inRoma dalla stamperia Camerale nel 1607.in ottavo, dove s’insegna , se certi libri,non meritevoli in tutto di proibizione %si debbano emendare, o , come dicono »
detta Regola di pigliar Vepoca da un Con-cilio ali’altro, e non dalFanoo preciso,in cui Luterò cominciò a spargere il suoveleno , che non altronde bevette, se nondalla rabbia , che concepì per essere sta-ti preferiti i Domenicani a’ suoi Xgofli-niani in occasione delle Indulgenze da pub-blicarsi , e concedersi per la Germania dordine di Leon X. ( Bofsuet Hìsì■ des Va *riations li 6 . I. ) ond’egli sotto pretesto disostenere F onor del suo Ordine, impugnògli abusi , che alcuni facevano delle stes-se , e gli eccessi , che se ne andavano di-vulgando.
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