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Tomo secondo.
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I L r r r c r. 47

\i) Nuova spdsizione del Sonetto del Petrarca , che cominciaIn nobil sangue , sopì a la vera nobiltà di Madonna /.au-ra, per Simun della Barba» In Firenze 1554. in H. senzaStampatore .

(2) Discorso della Grandezza e felice Fortuna di M. Laura , di

Francesco Vieti » In Firenze per Giorgio Mare/cotti ij^r.in 8.

(3) - * - Lezione ( sopra un Sonetto del Petrarca ) dove si ra-

giona delle idee e delle bellezze . In Firenze pel Mare-scotti i;8r. in 8.

(4) Lettura di Bartolomeo Ârnigio sopra un Sonetto del Petrar-

ca. In Brescia 1565. in 8. senza Stampatore .

Discorso di Ubaldo de Domo sopra la Canzone XXII. delPetrarca. In Perugia per Vincenzo Colombara 1604. ?"4.

(5) Ragionamento di Antonmarìa Amadi sopra il Sonetto del Pe-

trarca : Quel che infinita , tratto dal suo Convivio soprail Canzonici- del Petrarca , ( e dedicato a Emilia sorellad’Irene di Spilimbergo ) , In Padova per Grazioso Perca-cino izdo. in 4.

Note di Apostolo Zeno.

lunghissima Esposizioni, divisa inXXXVm.discorsi , al suo Generale Lelio Bagliont ,e ai suoi Padri della Nunztata ài Firenze.

(1) Se diremo, esterne stato lo Stampa-tore Lorenzo! orrentino, sarem sicuri di noningannarci. V autore, che era da Pescia,e dell’ Accademia Fiorentina , recitò inestà questa sua Sposizione nel Marzo dell’anno 1352.

(2) In alcuni esemplari sta impresto san-no 1580. in altri il 1381. ma quegli , equesti sono la stessa edizione . L’autore fichiamò il Verino secondo , per distinguersida Francesco de' Vieti suo avolo, profondofilosofo aneti’egli.

(3) E poteasi specificare , qual fosse ìIn qual parte del Cielo.

(4) L’insegna dell’ ancora col delfino ,rivolto però alla sinistra , per distinguersida quella à'Aldet, che rivolto Io usava al-la destra -, ne scuopre lo Stampatore , equesti fu Francesco Marcbetti, che insiemecon Piermarla suo fratello la pose in fron-te a più libri nelle sue stampe. Il Sonettospiegato qui dal!' Arnigio , letterato Bre-sciano , si è quello : Liete , pensose j e vi

fi fa un brieve discorso intorno ali’ invì-dia, ali'ira e alla gelosia.

(3) I! sentirsi ricantar cosi spesso la stes-sa canzone, egli sarà tedioso a chi legge;ma’l doverlo fare , lo è maggiormente achi scrìve. Chi ne ha la colpa?

- - - Ft citbaraedus

Ridetur , eborda qui semper oberrat ca-de m .

L’ edizione di questo Ragionamento dell*Amadi , cittadino Veneziano di antico Cep-po, che nella Gerarchia ecclesiastica van-ta Porpore e Mitre , fu fatta nel 1363. enon mai nel 1360. Studiò l’ Amadi in Pa-dova la filosofia, e le leggi , quella so toMarcantonio Genova , e queste sotto Mar-co Mantova , ambo chiamati da lui suoiMaestri, e suoi promotori. Al secondo at-tribuisce il libro dei Discorsi d’incerto au-tore sopra i Dialoghi dello Speran’. Scrisseoltre al Convivio alcuni Discorsi sopra idetti notabili di Dante , del Petrarca , edel Boccaccio , ed estendo anche studiosodi teologia, fece sposizioni (opra i Salmi:le quali particolaróra con altre fi ricava-no dalle sue Annotazioni sopra una Canzo-ne