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(*) Rime di Celio Magno, e di Orsato Giustiniano ( Gentiluo-mo Veneziano. In Venezia per Andrea Muschio 1600. in 4.
Note di Apostolo Zeno.
(*) Questo valente Stampatore venne amorte di mal di orina in sette giorni aiXXIII. di Maggio nel 1627. in età di LXXXVI.anni nella patrocina di San Mosè , comedal libro de’ morti quivi apparisce . Co-piose notizie intorno al Magno e al Giu-stiniano ci vengono somministrate da que-ste Rime, e dai loro argomenti r come pu-re dalla dedicazione , che ne fa il Magnoal Cavaliere Zacberìa Contarini . La fami-glia di Celio , uscita anticamente da san-gue patrizio , fi rendè in Venezia anchenell’Ordine de’ Segretari , sì negl’ impie-ghi , che nelle lettere , segnalata, e cos-picua . Marcantonio suo padre , oltre allepiù gravi facoltà, alle quali in tutto quasiil tempo del suo vivere attese , dilettostiancora delle muse volgari e latine , e nefanno sede i suoi scritti nell’una , e nell’altra lingua dettati , e vie pisi chiara larenderebbe il suo Poema dei sette libri Si-billini , in terza rima tessuto , che pressodi me fi conserva , se questo fosse , comen’è degno, alle stampe. Visse gran tempodi sua gioventù nel regno di Napoli pressoGaleotto Canapa Conte di Santa Scverina ,con somma sua riputazione , e con nota-bile accrescimento di sue fortune. Avanza-to in età, tornò a stabilirsi in Venezia suapatria, dove mori verso il 1550. Di Celtail vecchio, fratello di Marcantonio , si hauna Gramattca latina in volgare, insegna-ta da lui in Napoli, e stampata in Venezianel 1544. in ottavo, la quale potrebbe ram-memorarsi dietro a quella del Priscianese ,al Capo II. della Classe I. di questa Biblio-teca Italiana. Diede anche saggio di buonrimatore Alessandro Magno , frate! mino-re del nostro Cesto, leggendosi cinque de rsuoi Sonetti in fondo delle Rime di que-sto, i quali con la giunta di un altro era-no stati già impresti dall’ Atanagi nel li-bro II. della sua Raccolta pag. 124. Fruttipiù maturi dell’ ingegno suo si attendeva-no ; ma trovandosi egli Segretario per laRepubblica con Filippo Bragadino Provve-ditor dell’armata , mancò quivi in età dianni XXIV. con molto dispiacere di ciascu-
no che il conosceva , per la speranza gran-de che dava di riuscire ogni giorno più va-loroso ( Atanagi Rime di dir*, lib. II. nellaTavola'). Torno ora al nostro Celio. Nac-que egli ai XII. di Maggio nel 153Ò. Eradi anni XIV. quando gli mancò il padre ,sopra la cui morte fece poi queir affettuo-sa Canzone, che nelle sue Rime pag. p. silegge , ove pur compiagne quella di suamadre, non molto dopo avvenuta. Impre-se molti viaggi, o per suoi privati interes-si , o per ordine del Governo, che lo ado-però in gravissimi affari e dentro , e fuordella patria. Fu Segretario del Collegio edel Senato, poscia del Consiglio di Dieci .Nella sua adolescenza applicò al foro, nelqual esercizio si pentì dappoi di aver con-sumati più anni , togliendoli allo studiastella Poesia , che fu in ogni tempo la su»geniale , e più dilettevole occupazione -Prese moglie, e n’ebbe un figliuolo, men-tovato da lui nella Canzone , che scrissePanno 1576. ( Rime pag. 8z. ) trovandosiSegretario alla Corte di Spagna col Cava-liere Alberto Badoaro , Ambasciadore allo-ra della Repubblica . Ascanio Pignatelli ,1 T Abate Angelo Grillo , Diomede Borghese ?Francesco Sanfovino, Orazio Tofcaneita , ealtri letterati ebbero la sua amicizia, mai suoi più distinti , e più cari furono Do-menico Venterò, e Orsato Giustiniano . Morìnel 1601. o Tanno dopo , come appariscedalla raccolta fatta in sua morte, e stam-pata in Verona nel idoz. Varie cose scrittedi sua mano stan nella libreria de' PadriSomaschi alla Salute in Venezia, e fra esseuna prefazione al Canzoniere del Petrarca,Del Giustiniano è memorabile Tatto dipietà esercitato verso sua madre, che, co-me altrove si disse , morì appestata sta lesue braccia . Nacque di Michele Giustinia-no, che fa di Jacopo , il dì XXVII. di Set-tembre nel rzz 3 . e giunto ad essere Sena-tore , mori in patria nel Settembre del 160Z.essendo d’annì LXV. Non lasciò figliuoli delsuo matrimonio con Candiana Garzoni ,Dama d’ illustre nascita , e di singolatevirtù,
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