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Tomo secondo.
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yì Biblioteca della Eloquenza italiana.

...Ei» Venezia per Andrea Arr'tvabene 1560. 8.

(*) - - - E con l’Aoologia degli Accademici di Banchi. InPanna

per Set Viotto 1575. tn 8

Banchi è contrada nota di Roma ,vicina al Ponte di Castel Sant’ Angeloper andare al Vaticano , cosi detta daiBanchi , o panche , messevi fuor delleporte per comodità di sedere in conver-sazione , mentre a quel tempo essendo■quivi gli Uficj della Curia e de’ Magi-strati , vi concorreano le persone . IlBaffo nel Calanco , Dialogo degl 'Idoli,senza aderire al Castelvetro , tocca leg-germente ancor egli questa contesa, piùche letteraria , nella quale s’ingerironoil Zoppio , il Varchi , il Borghini , e al-tri nonché Alberigo Pongo Salentino , per-

Note di Apc

però il Caro , che quel?uccellacelo sta unGufo per farne un soggettò più scherzevo-le ne’ suoi Mattaccini. Intorno a que’due,per altro somigliantissimi uccelli , meritaesser letto quel tanto , che ne scrive ilCastelvetro nella Ragione suddetta p. 97.della citata edizione , la quale , benchénon appaga in qual anno , e luogo fattafosse , ho però motivo da asserire , chequanto al luogo ella sia fatta i oModana,e quanto ali 'anno, entro il 1559. poichéVApologia essendo uscita nel 1558. e’1 C^-stelvetro avendone stesa la Risposta nel bre-ve spazio di 45.giorni, siccome egli stessoasserisce nella Correzione del Dialogo delVarchi pag.25. la diede immantenente al-le stampe . Mi conferma in questo senti-mento il vedere , che la Ragione suddettafu ristampata in Venezia per l ’ArrivabenePanno i;6o. in ottavo : la qual ristampavien anche allegata dal Fontanini dietroalla prima edizione.

(*) Nel mio esemplare di questa terzaimpressione, tanto in due frontispizj, quan-to infine di essa, leggesti chiaramente Pan-no 1573. Se ’ n quello di Monsignore staPanno 1575. nonîro che dire in contrario.

0 ») Egli è verissimo il fatto , «ioè l’as-sassinamento del Salentino: ma che questoseguisse di consentimento, e d’ordine delCastelvetro, io lo credo fallissimo. Il Caro

sona dottissima , di cui si trovano compo-nimenti Greci e latini, e tra questi unaCanzone al Caro . Varie sue traduzionidal Greco di Vite di Santi furono pubbli-cate da Luigi Lippomano , Vescovo diVerona . Ma perché Alberigo prese leparti del Caro , ne su ammazzato da unallievo del Castelvetro , di consentimen-to , e ordine suo , come dice in più luo-ghi la presente Apologia , alla quale ,benché di persona avversaria , può darssede , perché altri ancora lo dicono : enulla prova il negarlo col solo dire : nonè vero , essendo verissimo il fatto (a).

stolo Zeno.

nelP Apologia ne parla dubitativamentepag. 2 3 3. se è vero quel che fi dice: e conun dicono, ne parla il Varchi ne\V Frcola-no pag. 9. ( ediz . di Fir. 1730.) Da tal vo-ce, disseminata dai Carefchi contra ilCa-fielvetro, a oggetto di screditarlo , egli sidifende nella Risposta alP Apologia p. 103.chiamando Dio in testimonio, che sa tut-te le cose , e vede i segreti be' cuori degliuomini .. Ma il Fontanini non vuol crede-re, né che fi creda al Castelvetro. Creda-lo dunque egli al procedo, che ne fu fat-to a quel supposto allievo del Castelvetro,imputato di tale omicidio , e non moltotempo dopo assoluto , e che per anco erain vita ( Ivi ) , persona da render conto ,senza che altri la renda per lui , delle sueazioni. Queste ragioni mossero l’animo delmoderno Scrittore della Vita del Caro , ildefunto amico Seghezzi, giudice imparzia-le in questa controversia, ad asserir fran-camente ( pag. XXXVI. ) , di non saper cre-dere , che //Castelvetro abbiacommeffo cosìgran misfatto : negando egli con risentiteparole d'esserne partecipe , èd essendo statoassoluto colui , che fi diceva l'uccisore delLongo , dappoiché fu esaminato . Cosi giu-dica , chi non fi lascia guidare da una cie-ca passione, ( Petrarca Son. 20Ò.)

Che speso occhio ben san sa veder torto .