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Tomo secondo.
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(*) Traduzioni de’Salmi penitenziali , fatte da diversi , e rac-colte da Francesco da Trivigi Frate Carmelitano ( chia-mato altrove 'Francesco Turchi ) . In Vtnegia presso il Gio-lito 1572. in 12.

Note diApostolo Zeno.

prescelto Andrea Muschio , siccome ali’ al-tra era stato assegnato per direttore PaoloManuzio. Nel ruolo dei IX. fondatori del-la seconda Accademia Veneziana , occupaYAngelucci il sesto luogo; e poiché la fon-dazione di essa non ò a notizia , se nondi pochissimi, credo , che non farà disag-gradevole ai leggitori , eh’ io qui ne re-gistri il catalogo.

Giambatista Leoni Veneziano .

Vincenzio Giliani Romano.

Pompeo Limpio da Bari.

Lucio Scarano da Brindisi .

Giovanni Contarini Veneziano.

Teodoro Angeluccì da Belforte.

Fabio Paolini Udinese.

Guidoni Cafoni da Serravalle.

Gio. Paolo G alluce! da Salò .

Poco dopo, a fine di dare alla radunanzapiù corpo , ognuno dei fondatori ebbe lafacoltà di aggregarvi un soggetto di me-rito conosciuto . L’Accademia fu tolta inprotezione dal Senato , dal quale fu a leicomandato , che nella pubblica Ducal Li-breria tenesse i suoi letterari congressi : ele furono destinati per protettori sei Gen-tiluomini riguardevoli : di che Simon Bi-ralli, come di cosa non più praticata, néintesa, fa maraviglie (Imprese lib.l.p. 80.)I protettori eletti furono , Benedetto T a-gliapìetra, Gtraiamo Zeno , Sebastiano Frin-ii , Carlo Ruzzini , Giovanni Tiepolo , eGirolamo Diedo-.

Ma intorno a Teodoro Ange/ucci foggiti-gnerò qui alcune cose . Egli in età giova-nile sbandito, non so per qual cagione, daBelforte sua patria, titirostì in Venezia, edi qua passò in Francia, nella cui capitaleattese a fare i suoi studj , dei quali , se sidà sede al Patrizj , la Teologia scolasticafu allora il suo favorito . Ritornato a Ve-nezia , venne ammesso per maggiordomoappresso Antonio Tiepolo , eletto Rettor diBrescia ; ma non senza disgusto del padro-

ne se ne parti pòco dopo , per accettarel’invito fattogli dai Trivigiani di pubblicomaestro di umane lettere . Di là a qualchetempo si trasferì ali’Università di Padova,ove si addottorò in filosofia e medicina; eallora fu , cioè nel 1584. che scrisse il li-bro, Quod metaphistea eademfini quaphi-fìca , contra Francesco Patrizj , il qualecon la sua Apologia gli ritoccò ben benele costole . Ripigliò poscia l’impiego, cheavea lasciato in Trivigi, e quivi prese mo-glie; e si guadagnò di tal guisa la stima,e l’assetto di que’cittadini , che Jo aggre-garono al loro Consiglio . Condotto cononorevole stipendio per medico in Monta-■gnana , nobil terra , e castello del Pado-vano, mori quivi Panno 1597. ma il suocorpo fu poi trasportato a Trivigi nell*arca dei parenti di sua moglie sepolto cononorifica iscrizione , postagli dall’ amicoBartolommeo Bure belati .'

Poiché si è detta qualche cosa di CelioMagno , e di Teodoro Angelucci , non pas-serò affatto sotto silenzio Ottavio Menin !,nominato di sopra. Egli fu Udinese, buonPoeta latino , e uno de’ poi associati allaseconda Accademia Veneziana . Morì aiXXIII. di Marzo nel 1617. e sene fa ono-rata menzione nell’ Epistole latine del Se-natore, ed Istorie» Andrea Moroftni p.225.245. Né lascerò affatto in silenzio ValerioMarceilini, nato di onesta famiglia in Ve-nezia, autore del cemento della suddettaCanzone di Celio Magno . Egli vien lodatodal j slargagli nel Turammo pag. 38. ài Mo-derata Fonte nella Giornata II. della suaOpera del Merito delle Donne pag. 133. eYAtanagì ci ha date alcune Rime di luìnel I. eli. volume della sua Raccolta.

(*)*-- E la prima volta , ivi 1568.in 12. *

I traduttori dei Salmi sono Antonio Min-turno , BuonaventuraGonzaga, Laura Bat-tiferra, Luigi Alamanni , Pietro Orstlugo ,e’I detto Francesco Turchi, che qui si diceapertamente Carmelitano, benché il Fon-

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