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Tomo secondo.
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112. Biblioteca della Eloquenza Italiana.

{ i ) - - - La seconda Libreria . In Venera presso il Mar coliniiZZl- e 1555. in 12.

(2) La Sferza degli Scrittori antichi e moderni di M. Anonimodi Utopia (Ortenfio Lando) con una esortazione allo stu-dio delle lettere. InVìnegta {per Andrea Arri'oabene) 1550.in 8. ali insegna del po^jgo col tempo alato .

(1) Il Doni, il quale rifuggito in Ve-nezia con altri Fiorentini, come AntonioBruciali , Cabrici Simeont , Jacopo Nar-di , Bartolommeo Cavalcanti , e Dona-to Giannottì , vi campava dello scriverelibri volgari , dopo aver data suora lasua Libreria I. degli Autori Jìampati ,opera di bella invenzione, se fosse me-glio eseguita con lo spacciare men pa-role , che cose, dice nella prefazione diquesta feconda di non volerne dare un’altra de’ cicalatori a penna , credendo ,

Note di Apo

(1) L’edizione del 1551. é in duodecimo;quella del 1555. in ottavo ; e questa è dimolti libri accresciuta dal Doni , il qualesi compiacque di porvi nel principio treSonetti del Domenicbi in lode sua, benchéper entro l’opera lo vada non leggermen-te maltrattando sotto il nome anagram-matico di cbìnìmeDo covidoLo. Queste dueLibrerie furono poi ristampate in un solovolume dal Giolito nel 1557. in ottavo ,ed ella n’è la più ricercata edizione , es-sendo in oltre abbellita di alcuni ritratti,fra i quali ci è quello del Domenicbi.

(a) Qual ragione avea qui il Castelvetrodi contraddire al Varchi , e di non lasciar-gli passare impunemente il suo detto ? IlVarchi avea veduto il libro del Gir aldi so-pra i Poeti volgari. Poteva il Castelvetro ,per non averlo anche lui veduto , ricon-venire il Varchi di falso? Pare a me, chespirito di contraddizione sia piuttosto ilfiscale del Castelvetro , che l’avvetsario delVarchi .

(b) Egli è qui necessario , che si odanole stesse parole del Varchi sopra i Poeti vol-gari {pag. 3 81. edtz- di Tir. i/zo. in 4.):Tra gli altri fece ( il Giraldi ) un librode ’ poeti volgari , nel quale tra' poeti , enon tra ’ versificatori racconta , e celebra

che pochi fieno per venire a fiampa .Il Varchi nell’ Ercolano cita un simil li-bro a penna di Lilio Gregorio Giraldisopra i Poeti volgari , non mai però ve-nuto in luce : e pure il Cajìelvetro ,benché d’ordinario faccia professione diessere spirito di contradizione , il lasciapassare impunemente (si) . Io non so ,che alcun altro nomini questo libro ,come esistente (b). Non certo il Doni.

(2) Il Landi , mentovato altrove, ilquale dal suo vagare in più parti, volle

chia-

îtolo Zeno.

Messere Annibale Caro . Che il Giraldiavesse scritto un tal libro innanzi di pormano ai suoi X. Dialoghi dell’ Istoria de’Poeti antichi , e ai IL de’ Poeti del suotempo , lo accenna nel proemio di questiultimi: nani superioribus annis de Itali; ,& nostratibus {poetisi egi . Questo libro,che il Varchi attesta di aver veduto, e chedal Pontanini non si crede esistente , son diparere, che sia stato dal Giraldi stesso in-serito , almeno in gran parte , nel Dialo-go li. de’ Poeti del tempo suo , ove dopoaver trattato dei latini , passa a ragionardei volgari , fra’quali in primo luogo no-mina per l’appunto Annibal Caro , dettoda lui felicijstmus poeta.

(2) Non può negarsi, che il nostro eru-dito Monsignore , il quale molto lesse , emolto seppe , non ci abbia date in questoluogo , ed altrove moire copiose , e noncomuni notizie intorno ad Ortenfio Lando,di patria Milanese, ma Piacentino di origi-ne, e medico di professione : talché pochis-sime ne lasciò indietro per chi dopo lui vo-lesse mettersi a favellarne . Io farò tutta-volta ciò che suol farsi nellemietiture, oveper quanto sia diligente l’occhio e la manodei mietitori, a spigolare eziandio qualchecosa per lo più indietro rimane.