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Tomo secondo.
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Ili

V I S T

rie de’ suoi tempi, così rispose [ Ep.i 28.pag. 234. ] : hortaris, Furiane , ut Bel-garum Dueis, Helvetwrum bella , qutbusaffuerim , in J.cripta redigam , ne rei no-vitas & mira militile disciplina àepereat .Fateor equidem, id sore perutile . Verumde Principibus male loqui , non tutum ybene autem , non boni , quum mendaciaproserai y nam temporis nostri bene fattafi calligas , in nucis testa concluda. Un-de igitur er 'tt , in Infioriam quod confi -■cias? Satius exifiimarem, fi facultas da-retur , eorum gesta conscribere , quorumcetas longe ante nos defuevit , ,

fi velint ìrafei, non queant , quum vitafiimul <omnem detexeris -ordinerà . Paucienim , qutbus lingua libera fuit,

«ìmî rerum malarum impatiens , Primi -pibus grati . Verentur enim , turpia fattane corrigas, ideoque odio babent, Affen-

ORIA.

tatores autem futilesque hifirìones , givr-tijfimi , quoniam nihil unquam proferuntingratum y laudant omnia , fimid aàmì -rantur qua fecerint : rident fiultitìam ,accipiunt prò fcelere meritum .autem filiere potius statuì , quam veraferibere , Furiane, cessa. Così la discor-re Elisio Calenzio , e a lui corrispondeAlessandro Tassoni in fine del capo xnr.del libro x. de’ Pensieri y ma sarebbe dàvedersi ancora Sidonio nel libro v. episîr.xxir. E qui nulla dico del nuovo legis-latore Giovanni Clerc , non solo autoredi sentimenti e di libri pestiferi, ma in-ventore di requisiti indegni per iscriverl ’Istoria , meritamente detestati dal Sig.Frain duTremblai, uno dell’Accademiad’ Angers , nella sua Critica della falsaIstoria del sacrosanto Concilio di Tren-to [pag. 69.].

CAPO IL

L Istoria letteraria .

(*) T A Libreria del Doni Fiorentino, nella quale sono scrittiJL* tutti gli autori volgari con cento discorsi sopra quelli, etutte le traduzioni, fatte da altre lingue nella nostra . InVmeg'ta presso il Giolito 1550. in 12. ediT^II.

Note di Apostolo Zeno.

(*) Nello stesso anno , e nella stessaforma fu fatta dal Giolito la prima , e laseconda edizione di questa (prima) libre-ria del Doni, che contiene l’opere volga-li stampate y ma queste due edizioni fonoaffai differenti , avendo il Doni non soloaccresciuta la feconda s\ d’opere , che diautori , ma taciutone molti , che nellaprima avea mentovati : tra’ quali è con-siderabile il nome di Lodovico Domenichì ,di cui per 1’ addietro anche in altri suoilibri avea fatta onorevole ricordanza : diche altrove accennai qualche cosa . Nelfine della Parte I. il Doni in un avviso ailettori rende ragione di cotal suo silen-

zio dicendo, che il nominarli sarebbe'/»*vergogna, e lor gloria y ancorché meritasse-ro simili animali alcune giuste battiture ,e ragionevoli sbrigliamenti y onde per farloro alcuno onore, diede di penna in tut-to e per tutto ai fatti loro , protestando ,che quanto più lo mordevano con la linguainfame, e con la penna ignorantissima , chedi continuo intingono nel veleno , tanto me-no fi ricorderebbe della loro malizia , tra-dimento, tristizia, asinerìa , ed ignoranza .Termina la seconda edizione con una Di-ceria, intitolata, la Mula , che nella pri-ma invano si cercherebbe.