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Tomo secondo.
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tx 2 Biblioteca della Eloquenza Italiana.

nio e Vero titolo dì esse passò in quellodì Epifiolìca Qiiajliones. Ma poi Erman-rìo Confingio col lilo primo titolo , e conulta sua prefazione , per altro di pocomomento , le fece ristampare in Lipsianel 1674. Così parimente accadde ai li-bri x. delle Istorie latine di Ravenna diaddiamo Rossi della edizione II. di Ve-nezia ex typograpì'ia Gucrraa del 1^89.in foglio con un lungo errata nel fine ;imperciocché a questa seconda e vera im-pretììone , che è di bel carattere tondochi teste, de diplomi in corsivo , dedicatadai Magistrati di Ravenna al PonteficeSisto V. fu s ambiato il frontispizio, epostovi il nome d’ altro Stampatore ,Francesco Franceschi Sane se con Pan-no 1590. E perché questa sola mutazio-ne parve poca, si pensò di farne un’ al-tra nel 1603. Ma con quanto senno ,basta osservarlo dalla fine del libro pri-ma degl’ Indici , dove, come ho avver-tito , il libro veramente fi dice uscitoin luce ex typogmphia Guerraa 1589.Due sole furono sedizioni di queste Isto-rie del Rosi , e amendue di Venezia ,la stima dell’anno 1572. in casa di Al-do ; e poi questa seconda presso i fratel-li Domenico e Giambatìstà Guerra delluogo di Valvasonc in Friuli , i qualinella fine del libro portano qui per in-fogna uno scoglio marittimo , battuto dal-le tempeste , e col motto , Virtus deri-det tmpetus ; ma altrove portarono , Co-me il Giolito, la Fenice con le parole,renovata juventus . Due altre mutazionidi frontispizj , morbo epidemico , nondebbono qui tralaf iarsi . Una è delleNote e Castigazioni di LucaOlftcnio so-pra il libro de Urbibus di Stefano Bi-zantino , gii nobilmente stampate inLeida apud Jacobum Hackium nel 1684.in foglio , e dedicate per gratitudine daTeodoro Rickio alla Rema di Svezia ,dalla quale il Cardinal Francesco Barbe-rim .il vecchio gli aveva impetrata li-cenza di pubblicarle y dandogli fino Pori-ginale . A questa edizione non molto

dopo fu mutato il frontispizio , e toltavia la lettera alla Rema , nella quale ilRickio narrava i’Istoria del Codice ; on-de sedizione è falsa , e tanto lontanadal poter dirsi accresciuta , che è per locontrario /w/K«for , come quella dei Con-cisi del Labbè fatta dal P. Arduino , chea rovescio dell’ altre, le quali spesse vol-te o per vero , o per inganno si diconoaccresciute , e nol sono, fu burlescamen-te chiamata editto nova , ma cum dimi-nutione . La fraude al libro dell’ Oljìeniofu fatta nel 1592. per mettervi il nomedi Pietro Vanderaa , libraio in Leida , afine di dare ad intendere , che quellaopera solfe nuova , e allora da lui pub-blicata , e non già otto anni prima dall’Ackio . L’altra delle due mutazioni, giàmentovate, si fece in Utrec da Gugliel-mo Vandevater nel 1716. nel libro dian-zi stampato da lui medesimo nel 1702.per opera di Giangiorgio Grevio col ti-tolo di Sintagma variarum Dissertatio-num : il qual titolo fu poi trasformatoin quest’ altro , Collcclio Differtationumrarijstmarum &c. Queste fraudi, indiriz-zate a gabbare i comperaron incauticon la falsa promessa di opere nuove ,provennero tutte dalP ingordigia de’ pocoonorati libra / , i quali essendo in que’paesi eziandio stampatori , e vedendo nonriuscir loro di spacciare i propri libri su-bito appena stampati, si lusingarono peraltra via di agevolarne lo spaccio colfargli comparire in nuovo sembiante ,quasi fossero opere diverse da quelle, cheerano . Né qui si ristettero le fraudi ,perché entrarono anche in cose gravissi-me e di religione , coprendo libri empjal maggior legno con falsi titoli- di pie-tà, dalle insidie de’quasi non senza gra-ve e mortal pericolo potrà uscirne chinon ha pratica dell’ istoria letteraria : ditale e tanta importanza si è P avernequalche perizia ; non dico poi nulla dichi talvolta per uficio è obbligato forsedi averne, e non ne ha ; anzi senza co-noscer la sua miseria , osserva con poc?,

grazia