12Ó Biblioteca della Eloquenza Italiana.
- - - E con la Vira nuova di Dante . In Firenze per Battolo-'meo Sermartelli 1576- inS,
(1) - - - E- con le Prose di Dante e del Boccaccio pag. 219. delF
edizione di Firenze del 1723. in 4.
(2) La Vira di Trifon Gabriello, Gentiluomo Veneziano . Sta es-
pressa per entro il Dialogo della Sfera di Jacopo Gabriellasuo nipote. In Venezia per Giovanni de* Farri 1545. in 4.
(3) Le Vite di Dante e del Petrarca, composte da Lionardo (Bru-
no ) Aretino, cavate da un manoscritto antico della libre-ria di Francesco Redi, e confrontate con altri resti a pen-na- In Firenze ali insegna della Stella iójz. in 12.
(1) Le altre due antecedenti primeedizioni in più luoghi variano molto fraloro.
(3) Il medico Giovanni Cinclli daunaltro suo codice le avea fatte stamparem Perugia preso gli eredi di SebastianoZecchini nel 1671. in duodecimo. Fili-berto della Mare , Senator di Dizione( Divionensis ) in Borgogna , che ci die-
No Te di Api
irti conferirò ne stese : cosa avvertita an-che da Monsignore in quest’opera lib.ll.cap. XII. senza perA aver osservato Bev-itore del Prifcianese . Gli Accademici ezian-dio della Crusca fardi solamente si avvi-dero dello sbaglio, da loro preso intornoali'autore del cemento volgate , in creder-lo ,■ e in allegarlo per sesto , come operadi Benvenuto da Imola ; laonde lasciaronopoi di valersene nella quarta edizione delloro Vocabolario ove per l’addietro gliavean dato luogo . Il testo latino del ce-mento di Benvenuto non fu mai pubblica-to ; ma ultimamente il Signor PropostoMuratori r nato al ben delle lettere, aven-done rirate suora le cose istoriche ( excer-pta historica ) da un codice della LibreriaDucale di Modana , seritfo nel 1408. lecomunicò al pubblico in fine del torno Ldella sua beli’opera, intitolata, Antiquì-tates Italica;' medii avi , stampata in Mi-lano nel 1738. Tomi VI. in foglio.
2) Due anni prima , che si stampassela Sfera di Ja^ppo Gabriele , fu pubblicatoda un anonimo x nascosto sotto il nome
de la Vita di Guglielmo Filandro co-mentator di Vitruvio , e che scrisse quel-le ancora di Gilberto Gencbrardo , e diClaudio Salmaso , non per anche stam-pate , divulgò ivi presso Pier Palliet nel1653. in quarto il Prospetto delle ope-re di Lionardo Aretino , le quali tuttein un corpo tenea preparate per dare iti-la, e .
stolo Zeno.
âeWIntricato nella lettera di dedicazione aM.T risone Benci d’Aslist , un libricciuolo,intitolato , Vita di M. Trifone Gabriele ,nella quale fi mostrano appieno le lodi del-la vita solitaria e contemplativa . In Bo-logna per Bartolomeo Bonardo , e M. An-tonio Grossi 1543. in 8. Questa Vita non èperù altra cosa , se non uno squarcio ,tratto dal libro II. del suddetto Dialogo-della Sfera , ove Trifon Gabriele esponea Jacopo suo nipote il genere divisa, chefi era scelto a seguire, standosi in un suoporle re , situato sopra la sommità di unacollinetra del distretto Padovano , seque-strato , e lontano da qualunque affare , ecommerzio. In fine di detto opuscolo stal’epifafio , che egli fece a sè stesso , diquattro versi su la misura di quelli dellaNuova Poesia , da Claudio Tolomei ritro-vata -
Contento vissi di poco una piccola vita,Senza mai pace rompere , senza graveAlcuno errore : ma se cosa empia volli ,
Non chiedo , che tu terra benigna sii.
Lo