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Tomo secondo.
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viaggi, non poche delle quali fon lette-rarie , e dal principio delie medesime siconvince , che Erasmo , da lui trovatoin Brugcs dopo averlo conosciuto in Vì-mgia xxv. anni avanti , fu realmentecorrettore delle Jiampe salariato , cioèmercenario , in casa ci’ Aldo: cosa aspra-mente rinfacciatagli dal vecchio Scalige-ro [ Orationes IL in Erafmttm pag. 4. 9.

1 3.15.17.27. 28. edit.Tolose 1621. in 4.]

Note di Apo

mo se ne avanza . vali’ ultimo , che è1 ’ Egnazio , la cui Vita in questi giorni èstata copiosamente descritta , e posta inluce dal nostro Fra Giovanni degli Agosti-ni ; dopo mentovate alcune delle sue ope-re , fi palla a dire , che allora egli stavacomponendo dieci volumi in prosa latina•dei Romani Imperatori dall’ inclinazionedell’Imperio Romano perfino ali’età sua,e che presto egli avrebbe lasciate uscirediverse orazioni sopra varie materie, e al-tre cose ancora, se il tempo fuggevole nonfuse tanto iftrettamente conceduto all'uomain negocj publici occupattsstmo . Dulia de-dicazione del Libumìo a Luigi Pisani Ve-scovo eletto di Padova , e poi Cardinalefi ha , che Giovanni Pisani suo padre gliassegnò di sett’ anni il Libumìo per mae-stro, e che dappoi per più anni lo tennesotto la disciplina di Bartolommeo Ricci .

(«) Non bisogna prender qui la misuradei XXV. anni, prima de’quali il Libumìodice di aver conosciuto Erasmo ospite diAldo in Venezia , dall’ anno 1545. in cuiè stampato il libro delle Occorrenze . Ilfatto non lì accorderebbe col tempo. Da-gli anni 1546. ritirandone XXV. ne risul-terebbe Panno 1521. e Aldo sei anni avantiera già passato di vita , cioè nel 1515.Bisogna dunque prenderne la misura deltempo, in cui il Libumìo in uno de’suoiviaggi trovò in Bruges Erasmo, XXV. anniprima già da lui conosciuto in Venezia ,onde questo potè accadere nel 1532.01533.poiché il soggiorno di Erasmo in Casa diAldo fu certamente nel 1507. e 1508. nelqual tempo fece imprimer da Aldo la suatraduzione delle due Tragedie â’Euripide,cioè 1 ’Ecuha, e la Ifigenia inAulide, co-me pure i suoi Adagi , e altre cose sue ,Tomo IL

ORIA-, j ,17

presone motivo dal suo Ciceroniano , choda lui si chiama nesarius , come offensi-vo di tutti i Letterati d’ Italia , condargli dell’ ubbriaco , dello sfratato (a ),del vagabondo, del patassio, del bugiar-do e del vile, e dicendo, che gli erroridei fogli, da lui corretti nella stamperiadi Aldo , puzzavano più di vino , ched’inchiostro, e dandogli ancora del pla-giario del Leonico.

stolo Zeno.

alla correzione , e impressone delle qualiconfessa di essere stato assistente, ma nonperciò correttore salariato di Aldo . In unalettera da lui scritta ad Ajone ErmanmFriso nel 1524. confessa di aver prestatamano ad Aldo nell’ emendazione del testodi Plauto, ricevendone in pagamento ven-ti ducati d’oro, e non già quaranta , co-me i suoi censori ne lo avevano rinfaccia-to. Plauto però non usci dalla stamperiaAldina in quel tempo, ma più anni dap-poi nel 1520. L’ esser correttore di librinon è mestiere da vergognarsene : per Aldolo fecero il Navagero , ed il Bembo : maPesigerne salario, e mercede lo rende vi-le. La povertà di taluni, e il bisogno ser-vono però loro di onesta scusa e difesa .Giuliocesare Scaligero, che dì tante villa-nie carica Erasmo nelle due Orazioni con-tro di lui , pare gran cosa , che non lochiami bastardo: lo tacque per non saper-lo ; ma Erasmo- non volle dissimularlo nelracconto , che fa egli stesso della sua Vi-ta , quivi dicendosi francamente figliuolospurio di una tal Margherita, figliuola diPietro medico di Ziremburgo , o sia Setîi-monte, e di Gherardoj che poscia in Ro-ma si fece Prete, lasciata gravida, e vi-cina al parto la Margherita . Lo Scaligeradà bensì ad Erasmo dello Sfratato; e ci èchi crede, che per tre anni fosse egli sta-to Frate Francescano; ma costoro «'ingan-nano , poiché egli nel Collegio detto diSian presso Delft vesti l’abìto de’ CanoniciRegolari, e vi se’ professione ; ma in ca-po a tre anni di regola a malincuore os-servata, ne usci, e andò vagabondo, oraportando l’abito già deposto, ora quellodi secolare , secondo l’esigenze sue , e ledimore.

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