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Tomo secondo.
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L’ I S T

II Crefcimbeni dopo ragunate con l’aju-to altrui più memorie, disegnava di ri-far da capo tutta l’opera , incorporan-do ogni cosa a’ suoi luoghi, secondo sor-dine de’ tempi , a fin di levare altruil’incomodo di andar cercando in più to-mi le cose, appartenenti a una sola ma-teria . Per agevolarne il ritrovamento ,bisognava troncare le verbose ripetizio-ni : e ei voleva ancora a parte un so-lo , esatto e copioso indice , adattato atrovar tutto speditamente . Per altro lacopia di tanti specialmente moderni ,che si veggono rammentati in quest’ope-ra , si può considerare per una oziosa egran turba di versificatori volgari , perlo più sforniti di cognizioni e di buonaletteratura, anziché veri Poeti e valen-tuomini , i quali son pochi , come disseDante . Non è gran tempo , che fustampata in Olanda una Dissertazionedi Tanaquillo Fabro , de sutilitate poe-tice! , intendendo la vana (a) . Ma ilCrefcimbeni con eccesso di gentilezza eper soavità, di natura , ne favorì moltidi generose e gran lodi con sorriso dichi gli conobbe , misurando egli senzadivario il valor di ciascun dal saggio di

Note diApo

grossolana ingiustizia è errai questa? Del-la stessa opera si fanno due edizioni : Furiain Roma; Fa) tra in Venezia. La Romanaè divisa in sette tomi ; la Veneziana insei . Alcuni tomi della prima fono cosidisuguali , che due meno alti dì un ditoper ciascheduno , non giungono a pareg-giare l’altezza di un solo di questa. Vo-lendo numerare i sogli di amendue , sitroverà , che la Veneziana ne contien per

10 meno un terzo di più , quantunque itiessa , oltre alle note già mentovate , visieno tutte le cose , e non già inutili ,che formano il VI. volume , non com-prese punto nelF impressione Romana . Epure con tutti questi accrescimenti, e nonostante così manifesto, e visibil divario ,

11 Montanini grida , e inveisce contro la

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qualche Sonetto, fatto per lo più a ca-so , laddove né il Gìraldi , nè il Bossoper via di simili saggi , come dire diEpigrammi , giudicarono del pregio dipoeti latini ; quantunque io sappia , es-serci un Sonetto del Fracajloro , e noEpigramma del Cardinale Aleandro ,che potriano bastare per saggio del va-lore di sì grand’uomini ; ma qui peròsi tratta del Fracajloro , e dell’ Alcan-d'~o . In oltre il Crefcimbeni col mede-simo suo buon genio di lusingare > vol-le passare , benché avvertito in entra-no , a dar la sentenza , che il Muziesarebbe stato de’ maggiori letterati del se-colo , se non avesse scritte le Battaglieper difesa dell' Italica lingua ; onde , alsuo dire, nol fu, perché queste per av-ventura gli fecero disonore : e forse ilMuziv , al sentire , non iscrisse altro »che le Battaglie . Di tal sentimento nonfurono al certo i valentuomini Fioren-tini, rammentati dal Cintili nella Scan-zia v. della sua Biblioteca volante p.Zo.La carta in questa edizione IL àe\\'fila-ria e de’ Cementar/ , è molto inferioree incivile ; ed estèndavi degli esemplariin carta men vile, meglio era stampar-

g 11

sto lo Zeno-

costumanza , che corre in Venezia sii farmolti tomi, non più alti , dì circa un di-to per ciascheduno , e assolve col suo si-lenzio , chi in Roma , e sotto i suoi oc-chi l’ha nella stessa opera, e peggio ezian-dio, praticata. A tanto trasporta il pru-rito di dir male : ma finalmente

Tal biasma altrui , che sè flesso con-danna .

sPetr.Tr. d'Amore cap. i.>

fa') Bisognava specificare questo Tana-quillo Fabro , autore della suddetta Dis-sertazione, con 1’aggiunta di giuntole , adistinzione de! seniore , che fu suo padre,e più limoso di lui per le tante sue Ope-re divulgate, ma non di lui più faggio »