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Tomo secondo.
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iaì Biblioteca della Eloquenza Italiana .

gli tutti in questa sola , mentre chiun-que è disposto a comperar 1 opera, nonavrebbe tralasciato di comperarla incar-ta buona per la piccola spesa di pochiquattrini di pili ; mentre niun galantuo-mo ha gusto di aver libri stampati incarta straccia : e i signori libra) dovreb-fcono aver la bontà di non misurare colloro animo quello de’ comperatosi (<?) .■Qui per non dare in fastidiose lunghez-ze , si tralasciano altri libri, come notiper li loro titoli di Scene , Teatri , Mu-sei , Atenei , Lìcci, di Glorie , di Pom-pe, e di Elogi , ne’quai libri, come in-gombrati da gran borra di vane parole,il meno , che si ritrovi , si è qualcheleggera e per lo più triviale, e non esat-ta notizia di cose letterarie , come co-piati di pianta dagli altri Zibaldoni ,per altro nòn fare , che moltiplicargli ,essendo si fatti libri molto diversi dagliElogj di Auberto Mirto sopra gli Scrit-tori Belgici , di Scevola di Santa Mar-ta, e di Carlo Perrault sopra i France-

NoTE i>i A

uè più felice, poiché il padre passò dall’esser Cattolico a morir Calvinista; là do-ve il figliuolo di Calvinista che era , pas-co a vivere, e a morire nel grembo dellaCattolica Chiesa.

Ne sutor ultra crepîdam . Ciascuno giu-dicar dovrebbe della professione , che èsua. Il librajo opera da libraio, e sa per-ché opera. La sperienza, l’esempio , e ilguadagno gì’insegnano le strade, che deetenere per agevolare l’incamminamento ,e lo spaccio delle sue merci. In due sortedi carta ha stampata il Basegio , che nonIià bisogno dì maestri , l’opera del Cre-scivi beni. Cosi anche ha fatto in altre suestampe , e comunemente tanto pur fannogli altri libra) di Venezia-, e quegli di Ro-ma, di Napoli , e d’altri luoghi . Alcuniesemplari fono in carta di miglior quali-tà , e per conseguenza di maggior costo ;altii in carta inferiore , non però strac-cia, n> incivile , come, non so con quan-ta proprietà , ella vien qui nominata .

fi , e dalla maniera , • tenuta' da NiccoliAntonio in trattare degli Spagnuoli . IlGhilini, poco più comportabile degli al-tri, che ne scrisse tomi iv. due de’qualisono stampati, si allargò troppo alla lar-ga fuori d’Italia, entro i termini dellaqual sola dovea contenersi , abbondandoin esattezza, e non in parole , e prin-cipalmente in dare la recensione accura-ta delle opere, e non in empier le car-te di ciarle , che nulla insegnano . Chida! Ghilini ripigliasse cronologicamentei soli Italiani , risecando le tante super-fluità , farebbe qualche servigio alla Re-pubblica letteraria . Non mancano altreopere di tal fatta, come gli Scrittori Li-guri del Soprani e del Giustiniani , i Reg-giani del Guasco, i Salcntini dtVfA.nge-lis , il quale meritamente è ripreso nelGiornale de’ Letterati d’Italia per averecalunniosamente sparlato del gran Cardi-nale Guglielmo Sirie to , quasiché un uomo.sì santo aveste per vizio della sua nazionecon male arti estorto il Cardinalato ,

Delle copie nella prima carta stampatehan modo di provvederli , e di soddisfartii comperaron comodi e benestanti , e chehan gusto di libri;T’altre fon per coloro ,e questi fono in maggior numero, che cer-cano col minor dispendio aver libri , nongià per pompa, ma ad uso. I primi esem-plari pertanto riescono di più difficile , etarda vendita , laddove i fecondi han piùpronto corso nel negozio , e nel cambio ,mentre i libri comunali , stampati in Ve-nezia, e fuori , soglionsi perlopiù ricam-biare foglio per foglio, e più di rado va-lutare a contanti. Non intendo poi di vo-ler qui infastidire maggiormente i lettoricon mettere ali’esame le lunghe censure ,che fi fanno al Crescimbeni, ai suoi Arcadi ,ai Bibliografi Italiani , e ad altre personedi merito, poiché a troppo stucchevoli di-cerie mi tirerebbe l’impegno, e vagandofuori di strada , e dell’ assunto , che hopreso , mi converrebbe in luogo di Arno»-t azioni tesser Apologie .