i8o Biblioteca della Eloquenza Italiana.
(i) Le Prose di Dante Alighieri e di Giovanni Boccaccio ( connote del Dottor Antonmaria Biscioni ) . In Firenze perGìangaetano Tarimi e Santi Franchi 1723. in 4.
(z) Tre discorsi di Girolamo Ruscelli a Lodovico Dolce , l'unointorno al Decamerone del Boccaccio, l’altro alle Osser-vazioni della lingua volgare , e il terzo alla traduzionedi Ovidio. In Venezia per Plinio Pietrasanta 1553. in 4.
(1) Giovanni Filoteo Achìllìno nelle nome del Vescovo Federico Prezzi al
sue Annotazioni dessi voi ar lingua ,sian paté in Bologna da Vincenzo Bonar-do da Parma e Marcantonio da Carponel 1537. in ottavo pag. io. 11. 12.t c-cia Dante Vi plagiario pe essersi attribui-to il Consesso di Guido Guinicclli Bolo-gnese , mutandole il titolo in quello diConvivio , benché poi faccia dire a Ro-molo Amafeo , eh’ Guido piuttosto muo-vesse il primo titolo , mettendogli il se-condo per appropriarlo a sè stesso. Cosìpur fece Niccolò Malpigli variando il
Note diApo
tesse aver luogo la presente raccolta diProse antiche; né altra ragione ho sapu-to rinvenirne, per giustificare il Fontani-ni, se non questa, che il Doni, il qualeti' è staro il raccoglitore , solito sempretener dubbioso il lettore ne’suoi fantasti-ci scritti tra la verità, e la falsità, tal-ché non si scuopre , quando da senno , equando da burla egli parli ; tra questeProse antiche, alcune delle quali sono le-gittime e genuine , altre ne abbia mesco-late di favolose, e di finte, e del suo biz-zarro cervello inventate : eperò con qual-che apparente ragione possono collocarsisotto la categoria d’ Istoria favolosa mo-derna .
(2) Ma qual coerenza aver possano que-sti ire Discorsi del Ruscelli contra il Dol-ce , per dover esser ammesti in questotra gli autori della Storia favolosa moder-na , consesso la verità, che non me la sa-prei immaginare. Può essere, che il Fon-tartini siasi indotto a collocarli in questoCapo, perché vi fi tratta del Decamero-ne : ma quanti'altri libri trattano delDecamerone , i quali non sono in questo
Poema del Quadriregto , per MS! cerviil suo. Questo Convivio , e non Convi-to , nò Consesso , andando diviso in capier comodità di chi vuol citarlo, ione0 scritti ad uno i numeri in margine.Dante stellò così lo cita pag. 104. 197.e il Varchi nel? E;-colano pag. 433.439.dell’edizione III. Il Tasto scrive ^An-gelo Grillo nel tomo V. delle opere p.33.col. 2. di avergli fatte Annotazioni, in sìgran pregio egli Io tenne !
stoio Zeno.
Capo, ma in altro riportati? Oltre di chela quistione non verlà qui sopra le No-velle del Boccaccio , ma sopra l’edizionedel Giolito, assistita dal Dolce, il qualein una lunga lettera postavi in fine laesalta in maniera , che non solo vi dicemale delle precedenti impressioni, emen-date dal Bruciali , e dal Sansovino, ben-ché fatte dal Giolito, e fino delle corret-te da esso Dolce, ma v’intacca oltre lapelle quella del Valgrisi, che allora allo-ra dato avea fuori per la prima volta ilBoccaccio con le annotazioni , e correzio-ni del Ruscelli ; laonde il Ruscelli aggra-vatosene, diè di piglio alla penna, e scris-se i tre predetti Discorsi, ove la ragionein materia di lingua sta per lo più dalcanto del Ruscelli , ma non così stabil-mente; il Muzio non abbia fatto vederenella Vacchina pag. 55. e segg. che il Ru-scelli ha presi grossissimi sbagli, e che con-danna a torto il Dolce in piir luoghi dìquesti tre Discorsi, ai quali conviene as-segnare altro nicchio nella Biblioteca Ita-liana , fuorché nella Storia favolosa mo-derna. Una Biblioteca mal ordinata è co-me