U I S T O R I A . 181
(1) Libro di Novelle, di bel parlar gentile, nel quale si conten-
gono cento novelle, altra volta mandate fuori da MesserCarlo Gualteruzzi da Fano , di nuovo ricorrerle con lagiunta di quattro altre nel fine, e con una dichiarazione( o Glossario ) di alcune delie voci più antiche ( di Vin-cenzio Borghini). In Fiorenti nella Jiamperia da’ Giunti1572. in 4. edizione IV.
Le Novelle del ( Padre Matteo) Bandelle. In Lucca prejso ilBusdrago 1554. tomi III. in 4.
(2) - - - Tomo IV. In Lione per Alessandro Marstlj 1573. in 8.
In questo tomo IV. ci è la Novella ne de’Predicatori, e di lui scrisse la Vi-
di Simon Turchi , la quale a istanza de’parenti fu tolta via dalla edizione diLucca , secarne qui affermasi p. 151. (a) .Il Padre Bandello , che fu nipote di Vin-cenzio Bandella , Generale del suo Ordi-
Note di Apo
me una Tavola geografica mal disposta ,ove tanto il cercare i libri nell’una, quan-to i luoghi nell’altra fuori del propriolor fi to, cagiona confusione , ed errore .
(1) La II. e la III. edizione stanno infine delle cento Novelle del Sansovìno jma della I. mandata fuori dal Gualteruz-zi, merita, che se ne faccia registro.
* Le ciento Novelle antike ( cori nelfrontispizio di fuori , ma dentro ) Fiori diparlare, di belle cortesie , e di belle va-lentie e doni secondo ke per lo tempopassato anno fatto molti valentiuomini .In Bologna nelle case di Girolamo Bene-detti 1525. del mese d' Agosto in 4. Maqui osserveremo, di aver noi veduta pres-so il Sig. Guglielmo Campo San Pietro un’altra piti antica di quella di Bologna, perquanto dal carattere si rileva, senza da-ta di anno, e senza luogo , e Stampato-re; la quale ha molte correzioni margi-nali di mano di Pier Vettori , e di Mon-fig. Vincenzo Borghini.
Poco di più antico noi abbiamo nellanostra lingua . Il Bembo ne persuase lapubblicazione ali’amico suo Gualteruzzi,che nella stampa conservò Fonografia an-tica del codice , come poi in quella delCorbaccio praticò altresì il C orbinelli. LaCrusca cita l’edizione àe\Giunti, ma nonlascia di valersi talvolta anche di quella
ta , andato in Francia con Cesare Frego -so, e fatto Vescovo d 'Agen nel’Aquita-nia II. dove era medico Giulio CesareBordoni , allora chiamato Scaligero , die-de queste Novelle per iflorie vere , dedi-
ti i Bologna, per esservi alcune Novelle ,diverse da quelle, contenute nella edizio-ne di Firenze. Le quattro Novelle aggiun-te a questa nel fine , sono di data as-sai più recente delle cento antiche . Inun codice del fu Dottor Giuseppe Lan-zoni era Spofiztone di alcune voci, usatein queste Novelle , di mano di LionardoSalviatì; e questa era diversa dalle Di-chiarazioni del Borghini , con voce menointesa, e niente volgare chiamate Glossa-rio dal Montanini . Del Libro delle CentoNovelle antiche fa menzione Saba da Ca-Jìiglione ir. una lettera posta infine de’suoiRicordi {pag. 144.2.), notando in esse al-cune voci, andate al suo tempo in disuso.
( 2 ) Il Padre Mattéo Bandella scrissegran parte di queste Novelle in tempo ,che era Frate. Domenicano ; ma le man-dò suora in tempo , che già era Vescovoà' Agen . La libertà , con la quale alcunesono distese , non fa molto onore nè alFrate, che le ha scritte , nè al Vescovo ,che le ha pubblicate .
(») E alla stessa pag. dicesi, che il Csr-dano nel suo libro , della suttilitd dellecose , con due righe fa menzione dellascelleraggine commessa da Simon Turchi ,e meritevolmente il vitupera : il che siscorge accennato anche nella lettera altomo IV. premessa.