i8z Biblioteca della Eloquenza Italiana.
candone ciascuna a qualche persona illu-stre , come a lui, al Fracajloro a Bql-dafjar Cajìiglione , e ad altri . Ma sicompiacque, di scriver talvolta con trop-pa licenza , liherioristilo , come si av-vertiste nella Gallia Chrijuena [ Tomo ILpag. 930. edit. nova ] ; onde corrette daAlfonso Ulloa , furono ristampate in Ve-nezia da Cammillo France/ckhii nel 15 66.in quarto : cosa ignorata dal Bibliotecariodi Spagna. Niccolò Antonio. («) .. GiuseppeScaligero ,. a cui Roberto Tisi prima del-lo Sdoppio ,. diede in. capo del Bordone ,nella, sua pretesa. Confutazione sotto no-Rie di Giano Rutgcrjio ,. della favola ,anzi ijloria- de’ Bordoni ,. cittadini Pado-vani , e non Veronesi , suoi veri antena-ti , chiamando il Bandcllo Infubrcm ,..come n tio dello stato Ai Milano,, e del-la. Terra AÌCaJtelmvo nel Tortencfe ,. il.mette lenza prove per uno degli adulato-ri di suo radre nella falsa discendenzadella, sua casa. da. quella, degli Scaligeri
Principi' di Verona. Qui mi astengo-dal’dire. altre cose. per non dar nuovo como-do a. qualche- vano plagiario, di torse persue , e al solito ringraziarne sé stesso ..Il Bandcllo nel tomo 1. pag.. 8. scrivedi sè stesso queste parole : I9 sono Lom-bardo ,. ss in Lombardia nato a i confini,della Liguria, ,. Pag. 12 6 . a GirolamoAdorno , si fa suo parente , e. dice di es-sere. stato in Roma. in. tempo del Pon-tefice Giulio IL affermando ancora p.137.e 141. che suo padre, sbandito dalla pa-tria,. trovavasi in Roma . Pag. 1 64, scri-ve così : ià terra nostra di Caslelnuovo èposta non molto lontano dal! Apennino :e seg e a raccontar l’origine della suacasa .. Questi, e. non pochi altri partiep-1 ri , sparsi nel tomo 1. e negli altri ,che. per brevità, fi tralasciano , chiara-mente convincono , che il Bandella non.fu Lucchese , ma vero Lombardo . Com-pendiò le Vite di Plutarco , volgarizzò-F Egefippo- latino di. Sant 'Ambrogio (b) 5 .
fepe.
Note di Apostolo Zeno.
(a) Prima che da: Alfonso■ Ulloa , cor-rette da Affamo- Gemono, furono ristam-pate in Milano da Gtannantonìo degli An-tonj nel 1560. tomi III. in ottavo-, cosaignorata dal Bibliotecario Romano GiustoMontanini. Il Gemono aggiunse a ciascu-na Novella il suo senso, morale, che nellaedizione di Venezia anche dal!’ Ulléa. fuinserito,. Il Gemono- nella dedicazione deltomo 1. a Gìannantonìo Se-tbellone Cardi-nal di San Giorgio confessa di aver la-sciate da parte nella ristampa Milanese diqueste Novelle quelle,, che n'erano inde—n ne: di che gli si può- far grazia , e darlode , ma non già per aver lasciate daparte le lettere e prefazioni Ao\ Bandel-la, preposte a ciascuna Novella ,. che neinsegnano molte particolarità curiose, eatte a illustrare le persone , e le cose dique’tempi . Ben però si è pensato a ri-metterle nella bella, ma non molto cor-netta impressione , che ultimamente nehan fatta in IV. tomi in quarto gli stam-patori di Londra.
( fi ) Egli è, incerte, «he Santo Ambro-
gio abbia traddoto in latino il.greco Ege—fippo. Lo rilegano assolutamente; i dottiPadri Maurini ,. nò gli han dato luogonella Imo edizione di tutte l’Opere ge-nuine di quel Santo Dottore , e nemme-no nell’appendice delle spurie , ed incer-te. Ma egli è falsissimo ,, che il Bandella-abbia volgarizzato il preteso Egefippo la-tino di Santo Ambrogio.. L’opera (klBan-dello,, che può aver. dato corso a cotestasalsa credenza, nella quale [il Pestio (De'Hrstoric. latin. pag. 677. ), e qualche altroinciamparono, non a mio sentimento,se non la traduzione , eh’ ei fece dalla.volgar • lingua nella latina della. Novelladi Tiro e GISIPPO, riferita dal Boccaccionel Decameione, ed è I’ VIII. della Gior-nata X. la qual traduzione fu stampata inMilano, per Gattardo Ponzi0 nel 1509. inottavo, riportata dal Padre Echard (Scri-pt arer Ord. Ptadicator. tom. II. p. 155.156. )nella numerazione dell’opere de! Bandel-la, fra lè quali però non fi fa punto men-zione del volgarizzamento d’ Egefippo la-tino di Santa Ambrogio . Il titolo di q.uelR
opu-