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CAPO VII.
JO IJìorìa favolosa meno antica ) 0 sia moderna ,volgarizzata .
(1) T A Guerra d’Atila, flagello di Dio ( sotto Anso nome di Tom«I j maso d’Aquileja) tratta dals Archivo de' principi d’Este.In Ferrara per Francesco de ’ Rossi da Valendoci i 5 <58. in 4.
{2) La Vita dì Merlino con le sue profezie , libri VI. In Venea/ìaper Volturino Rufinelli 1539. in 8.
(1) In questo Romanzo di bel carattere'tondo , preso dal poeta Provenzale di Nic-colò da Calala Bolognese, e mesto in buo-na favella Toscana, come si disse, stannosparse poesie voci antiche non senza gra-zia (a) . Il Pigna ne fece grand’uso nellasua Istoria, da lui pubblicata due anni ap-presso : alla quale fece precorrere questo
Note di âp
(4) Il grosso Romanzo ài Niccoli/di Gio-'vanni da Cesoia Bolognese è composto, nonin ottava rima, come credette AlessandroSardi nel suo Discorso della Poesìa dì Dantepag. 8z. ma in vetsi rimati, e in li guaFrancesca, che abusivamente alcuni disseroProvenzale . Nella Biblioteca Du case Esten-se se ne conferva una vecchia Copia in duegran tomi in foglio. L’autore la scrissenel rz^8. e non nel lido. secondo l'opi-nione di Ovvidio Montalbani nel suo Voca-bolista Bolognese . Può vedersene la relazio-ne insieme col principio del favoloso Poe-ma nella prefazione della parte prima del-le Antichità Estensi, stampata in Modanafanno 1717. in foglio (pag. XIX.), dovesaviamente, e da par suo, quel fedele Isto-rico dellaDucal Casa d’Este rigetta i fon-damenti stabiliti dal Pigna, e da altri so-pra questo vecchio Romanzo, di cui è co-me un ristretto il suddetto libro della Guer-ra d' Attila, il quale però non è di cotiantica, e purgata dettatura, come alcuniV han voluto far credere , Il Poema delC asola è posteriore ai Romanzi della Ta-vola rifonda , poiché ne’primi versi vi fa-
bbro con due lacune in fine per fargli con-seguire maggior credito di antichità..
(2) Viene da un codice Francese di Pie-ro Delfino , non senza qualche poco deldialetto Veneziano '(fi). Vi si nomina perentro alcuni Eroi desia Tavola rifonda,alla quale il libro ha relazione, e V Ariosonon lasciò di farne uso nel suo Poema -
istoio Zeno.
no nominati il Re Artii, Lancilotto , Gine-vra, Isotta , e altri principali eroi s«vo-ltili di quella Tavola . Molte be’le osser-vazioni ha fatte il nostro Monsig-ore ìn-tot o a questo Romanzo > nel libro I. ca-po XIII. della presente sua opera.
(2) *-■ E la prima volta inV-ne-ìa t^So.adi primo Febraro. Ducanr- Jo./ne- Oloce-nico . Ponti fico vero S/xto Papa VII. Il no-me dello Stampatore fi ricava dagli ulti-mi versi di un Sonetto assai goffo, postoìlei fine del libro:
Ma se voi saper qualeLeSlor fu quello che quest' opra immesseLuca Veneziano in stampa il messe.
* E in Venezia 1 ^215: in a. senza no-me di Stampatore , edizione ît.
* -- E di nuovo in Vene'ia per Saremlomeo Imperatore , e Frante/': > suo gene-ro 1554. in 8. edizione II", affa: elegante.
li) In fine si della puma, sì della fe-conda edizione lcggeli, che questa l’-ta diMerlino fu tratta dal libro autentico delMagnifico M. Pietro Delfino fu ss • ’ '' .?*•’-fico M. Giorgio, e traUarara dalla si guaFrancese nt\V Italiana Tanno ij’P. ->d> \X.
No-