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Tomo secondo.
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L Istoria, 227

Degli Obelischi di Rotila, di Michele Mercati. In Roma perDomenico Basa 1389. in 4.

*) Considerazioni sopra gli Avvertimenti di Latino Latini in-

torno agli Obelischi di

Basa 1590. in 4.

il Pubblico e non sofista ; senza amoralieno dal]’opinare sulla sola sua paro-la , e molto piò dal cercar misteri do-ve non sono , e dal!' esser copiatore diquegli, che si sono copiati 1’un l’altro:non decisivo , nè precipitoso , nè plagia-rio per farsi bello delle cole altrui : laqual sorta di gente da San Paolo Apo-stolo si unisce ai bugiardi , e agli sper-giuri : plagiarii , mendacièus & perju-«> [ 1. adTimoth. i. io. ] y ma anzi eglifu vago di citare i primi osservatori, alui noti, come verace, e pon dato a in-censare sè stesso per cose non sue, anzinè meno per le sue proprie. Egli dun-que con gran danno della buona lette-ratura , essendo Auditore del Granducadi Toseana, Giovan Gafiom , ci fu tol-to da Dio agli vili. Dicembre 1733.Fu pieno di rare, e non volgari cogni-zioni e osservazioni, tutte sue proprie,e non nate in solo alieno , nè fabbrica-te puramente ex ingenio y ma recondi-te, e da sui stesso fondate sopra i testi

Note di A

proprio fondo di vanità, e di giattanza,che da una vera conoscenza , e sinceraconfessione dei meriti dell’amico. Tal fuper altro il Senator Buonarroti , che perdoti d’animo , per eccellenza d’ingegno,per finezza di discernimento per ampiez-za di erudizione, e per profondità di sa-pere , ebbe pochi pari al suo tempo , eniun superiore. Queste sue Osservazioni to-no di sì alto pregio che per valermi dell'espressione del Padre Banduri soprallega-to, ( Biblìoth. numm aria pag. 123.) Dothf-fimus qui eque Juas effe vellet . Da esse spic-ca mirabilmente il giudicio con cui lepropone, e le stabilisce ; la moderazione

Roma , In Roma per Domenico

originali degli antichi autori classici ,sacri e profani, con attenzione e ordi-natamente da lui medesimo studiati, ne’■quali tutti, da lui spogliati , e ne’loroillustratori, egli fu versatissimo , e nonchiuso ne’soli confini, dianzi senza gra-zia prescritti con la decisiva frale di an-tichità figurata , nella quale peso nonpuò andar sicuro chi è sfornito della po-Iimatìa, che non si acquista in un gior-no , e che in lui, senza vanti di priva-tive , e di promesse anticipate , ampia-mente rilusse . In somma egli fu finefuco , e senza cerimonie di liquidi cri-stalli , e di pargolette viole , per dirlocon la grazia del Giovio in certa sualettera ; leggendosi ne’ libri di sì cospi-cuo Gentiluomo assai men parole, checose . Tale fu il Senator Buonarroti ,di cui riparleremo altra volta.

(*) Nella Metalloteca del Mercati ,stampata già anni in Roma, vi si por-tarono le lodi a lui date dal CardinalBaronio nel tomo r. degli Annali dell’

edi-

li esponete il suo parere, e in ribatterl’altrui, sempre senza fiele, senza derisio-ne, senza millanteria , anzi nel proemiòfi abbassa a dirle , s pag. 11. ) Mese gitisenz ordine, e alla rinfusa , e con tal in-certezza , e dubbio della sua opinione , esentimento , che meriteranno forse d’esseravute piuttosto per un indigesta raccolta didubbi , che d' osservazioni certe , ben dige-rite , ed esaminate . Puostì parlare con pisiriserva , e modestia delle cose sue , e disè stesso ? Non cosà fanno tanti altri ,che spacciano per oracoli le lor conghiet-ture, e per evidenza i sor fogni.