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Tomo secondo.
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LZ<S Biblioteca della Eloquenza Italiana.

{*) Cronichette antiche di varj scrittori del buon secolo dellalingua Toscana . In Firenze per Domenico Marta Manni

1733. in 4.

di ciascheduna . Quella di Matteo su ri-scontrata con l’unico , sicuro , e piti an-tico testo del Rìcci , a’ dì nostri ancoraserbato in Firenze: ed io da questa in-corrotta edizione contra gli altrui vanisforzi , e molto studiosamente 1 ricercatisofismi, giustificai la santità della Coro-na Ferrea di Mancia , ora Manza [ Li-bro IV. cap. xxxix. ] , quivi onorata datanti secoli nella Basilica del Batista , ecosì detta , benché tutta d’ oro , da unsuo cerchietto di serro , composto di unode’ Chiodi di Nostro Signor Gesù Cristo :relìquia memorabile , ponderata, e solen-nemente riconosciuta dal sacro consessodella Congregazione de' Riti con decretoparticolare de’ io. Agosto 1717. dipoiconfermato dalla santa e gloriosa memo-ria di Clemente XI. il perché non me-rita alcuna attenzione sarte contenziosadi chi dietro al suo genio di non tacereper contradire alle verità più venerabili,e manifeste , col falso e consueto rim-bombo di puri negativi argomenti hasudato anche dopo questo decreto per elu-derne la forza , sognando piacevolmen-te , che presso il Villani si dovesse leg-gere , seconda , abbreviato , e poi, comeha la bontà di soggiungere , disteso escambiato io santa , e tapinandosi perinsino in Francia a mendicare graziosipuntelli per sì nuovo trovato , ben de-gno dell’ unico suo autore ; comedie leCorone Regie e Imperiali d'Italia , da

sè considerate , e non relative ad altre,non si trovino mai state più di due so-le : e quella di Manza non fosse mai laseconda , bensì la prima , siccome lachiama anche Dino Compagni [ Istorialìb. III. pag. 79. edìz. II. ] , scrittore piùantico di Matteo Villani ; e pastaio giàper le candide mani del nostro contra-sti ttore . Nè alcun’ altra Corona ferread’ oro , come quest’ una , ebbe raggiuntodi santa , che seco porta un senso parti-colare, e per eccellenza separato dall’usocomune. (rasperò Battio , pratico dellafrase, e disciplina de’secoli Cristiani, eScrittore non sospetto, mette fra le co-se sante , e le sacre questa differenza :mos nìmìrum Jantlas res sacit , saernsdedicatiti & cura [ Advers. lib.XXVI.cap. xx. pag. 1253.3 1 onde non servequi folleggiare sopra le cose sante , e lesacre . Il codice Ricci di Firenze pernon averne altri superiori, e per esserglicorrispondenti altri buoni testi , conser-vati in quella città , ritien luogo di ori-ginale , come unico , e p .ìi antico ditutti : sopra il quale ultimamente fustampato un foglio , molto particolare,in cui se ne mentova qualchedun altro.Avvertirò per cosa notabile , che Gio-vanni e Matteo Villani ai Signori par-ticolari di Città e luoghi delle provin-cie suburbicarìe , di Toscana , e di Lom-bardia , sempre danno il titolo di Ti-ranni (a)-

Note diApostolo Zeno.

(V) Questo SEMPRE non so trovarlo nèin Giovanni , nè in Matteo Villani . AiCarraresi veggo starsi sta loro il titolo stiSignori sti Padova ; agli Scaligeri quel diSignori di Verona , ai Visconti di Signori stiMilano; a Castruccio ora quel di Signore ,ora quel di Duca di Lucca. Lipaccio vie-

ne intitolato Signore sti Opimo nella Mar-ca; Salvestro de’ Catti , Signor sti Viterbo ;Giovanni de' Peppoli , Signor di Bologna ;e cosi molti altri.

(*) Al Signor Manni non solo siam de-bitori della impressione, ma ancora stellaraccolta di queste Cronichette antiche, stel-le