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Tomo secondo.
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237
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V Istoria. 237

(1) Cronica di Firenze di Donato Velluti dal 1300, al 1370. In

Firenze per Domenico Maria Manni 1731. in 4.

(2) Istoria di Dino Compagni dal 1280. al 1312. In Firenze pres-

so il Manni 1728. in 4. edi^. IL

Note diApostolo Zeno.

le quali, e dei loro autori egli ci ha da-te diligenti notizie nel principio del libro.Gli Accademici si sono serviti di queste,e delle seguenti nel loro Vocabolario.

(1) Non fi può negare la lode ai Fio-rentini di estere stati più attenti , che inaltra città d’Italia, trattone Venezia, chele va del pari, in aver conservate in iscrittole memorie si pubbliche si private, non tan-to della loro patria, quanto delle loro fa-miglie. Di ciò ne fanno fede i tanti 2 / 6 -rj, e Ricordi, che si trovano impresti, equegli ancora in maggior numero, chescritti a mano sono a notizia di pochi .Uno di cotali Ricordi è la presente ope-ra di Donato Velluti ; la quale piuttosto ,che Cronica di Firenze , può dirsi quelladella sua Famiglia , e della sua Casa ,avendone egli notata l’origine, i paren-tadi , e la discendenza sino al suo tempo,non trascurando però d'ora in ora di farricordanza delle cose della città, non me-no dentro che fuori avvenute. La prefa-zione del Signor Manni espone in ristret-to YàVita dell’autore, e ’1 contenutodell’opera, alla quale pose ancora per appen-dice un frammento di altra Cronica dell'anno 134.2. al 134.5. scritta da FrancescoàìGio-vanni Durante, del popolo di S. Piermaggiore, morto ai XIX. di Marzo nel 1377.

(2) La prima edizione di questa vecchiaIstoria Fiorentina, che è divisa in III. li-bri, quanto picciola di estensione, tantogrande di merito , fu stampata la primavolta nel tomo IX. della Collezzione de-gli Scrittori Rerum Italicarum pag. 4.65.La pubblicò il Signor Muratori sopra unacopia comunicatagli dallo Scrittore dellepresenti Annotazioni, il quale con animodi darla fuori, l’avea prima fatta colla-zionare in Firenze dal!’ amico Antonfran-cescoMarmi con due codici antichi, Frinodella libreria Strozziana, e F altro di quel-la de' Signori Compagni, discendenti daGuido fratello dello Storico Dino. Avan-ti di questo tempo non si era pensato in

Firenze di renderla pubblica , benché iSignori Accademici se ne fossero prevalu-ti, citandola nel loro Vocabolario. Il Si-gnor Muratori nella prefazione alla stessala chiama , fcetum non -vulgarem , quam-quam •vulgati lingua lucubratum 5 e piùbasso: Atque utìnam parea multoi habere-'mus : nemo enim plerumque fide dignior cen-sendus est , aut faltem rei geflai accuratiusrecensore potejì , quam qui ad cla-vum Re:-publicie sedem negotia aescribit , qua ipseobivit, aut sub oculis habuit . I successi ,che il Compagni si tolse qui a racconta-re, avvennero tutti al suo tempo, ed eglivi ebbe pure gran mano , essendo sedutoin quel torno uno de’Priori , e Gonfalo-niere eziandio della sua Repubblica, dal-la quale ebbe la commistione di emendargli Statuti . Il giudicio , che ne reca ilprelato divulgatore di essa , intorno allamaniera, con cui Dino F ha scritta, èdegno di esser qui riportato con le sue pre-cise espressioni : Ceterum fi Dini Compa-gni hi foriam campanai cum antiquiore Ri-cordan! Malespinx, aut cum pofleriore ce-lebratiffima Johannis Villani , quie inter•vulgate! Fiorentina1 ex antiquitate supraceserai commendantur , aliquid ni fallar ,in ijlo inventai, quod UTRIQUE PR 7 EFE-RATUR : per la qual cagione non puòegli non maravigliarsi , come gli eruditiFiorentini, che tanto hanno a cuore Fonordella patria , e quello della lor Toscanafavella, Favessero tenuta per tanto spa-zio di tempo entro i loro scrigni dimen-ticata, e sepolta: ma eglino, benché neconoscessero le bellezze e i pregi , ebberoforse qualche privato riguardo a non di-vulgarla, a motivo della libertà, con cuilo Storico vi sparla del governo , e deicostumi d’allora più per effetto di zelo ,che per impulso di fazione , o per geniodi maldicenza: sopra diche non sarà inu-tile il leggere la prefazione , che sta nel-la ristampa di Firenze, ridotta in quarta apiù comodità di ciascuno.