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Tomo secondo.
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241 Biblioteca della Eloquenza Italiana.

(*) Le Difese de’Fiorentini contra le false calunnie del Giovio( o volgarizzamento di Federigo Alberti della prefazionelatina di Giammichel Bruto alla sua Istoria Fiorentina).In Lione per Giovanni Martino i$66. in 4 .

Se son salse calunnie , in buon discorso non dovrebbono dirsi calunnie .

Note di Apostolo Zeno.

(*) Federigo di Scipione Alberti, Genti-luomo Fiorentino , oltre a questa prefa-zione , che non tanto contiene le difesede’ Fiorentini , quanto le accuse di PapaClemente VII. a confutazione del Giovio,volgarizzò parimente gli otto libri dellaStoria Fiorentina del Bruto , stampati inLione dagli eredi di J acopoGiunti nel 1562.in quanp . Il volgarizzamento però dell’Alberti non si ritrova , fuorché scritto amano, in qualche privata libreria di Fi-renze , non essendosi egli curato di pub-blicarlo , per essere stato avvertito , cheil Bruto era in procinto di far ristampa-re i suddetti primi orto libri della sua Isto-ria co» molto miglioramento , e con accre-scimento di altrettanti ; dei quali si staaspettando tuttavia la comparsa. NacqueGìammìcbcle Bruto , per dir qualche co-sa di luì, che fu letterato di gran credi-to, e vaglia, l’anno incirca 1523. inque-tìa città di Venezia di famiglia antica ,ed onesta nell’ordine de’cittadini , nellaquale si segnalò tra gli altri quel PietroVescovo di Cataro , nella lingua Ebreaversatissimo, con la guida della quale po-tè scrivere quella dotta opera, prò Ase^isadversusJudeeorum errores , stampata in Vi-cenza per Simon Bevilacqua nel 1488. insoglio. Giammiche/e in età giovanile do-vette, non so per qual suo trascorso, an-dare in bando dalla patria , alla qualenon ebbe modo di restituirsi , se non do-po molti anni, ma per poco ci si tratten-ne. Erasi egli prima fermato per qualchetempo in Firenze, dove ebbe amici, etraquesti il gran Vittorio, e ’1 Bargeo . Quin-di passò a Lione, e nel lungo soggiorno ,che colà fece, scrisse molto, e tutto be-ne. Visitò poscia la Spagna, gli Svizzeri,e la Germania , donde in progresso daStefano Battori, Principe di Transilvania,e Re di Polonia su invitato , e fermatoal Real suo servigio con carico di scriver

la Storia del suo tempo . Paolo Tiepolo ,col quale nel tempo, che fu Ambasciado-re in Ispagna al Re FilippoII. per la no-stra Repubblica, il Bruto avea stretta ami-cizia , dato gli avea eccitamento a scri-vere l'Istoria Veneziana ; ma egli si scu-sò dal porci mano per altre sue occupa-zioni, asserendo, non mancar soggetti al-la patria, capacissimi a sostenere tal pe-so, mentovando in particolare fra loroBernardo Navagero, Agostino Vallerò , chedappoi furono Cardinali , e Niccolò Bar-barigo. Stando in Cracovia diede suora di-verse opere, parte sue, parted’altri, cheper la rarità loro , non sono conosciuteda tutti, e singolarmente cinque libri diFpìstole, delle quali il Lipsia asserisce nonaver veduto nìhil frìgidius : il che però ,giusta lo stile, e ’1 gusto del Lipsia, si deeintendere, niente di più Ciceroniano . Dalservigio del Re Stefano di Polonia passòdappoi Giammicbele a quello dell’Impe-radore Ridolso IL col carattere di suol sto-riografo, e fu allora, che scrisse gli Vili.libri dei Fatti di Ungheria , esistenti tra icodici della Biblioteca Imperiale di Vien-na. Nel registra delle Lettere di elio Im-peradore Ridàlso , una me ne passò sottol’occhio , con la quale dalla Maestà suasi commette di pagar prontamente al suoIsterico Bruto, che era allora in età de-crepita, gli annui assegnamenti , che gliveniano con grave suo incomodo ritarda-ti : solita disgraziati! chi serve nelle Cor-ti, per difetto, non già del Principe ,che opportunamente comanda , ma deiMinistri , che lentamente ubbidiscono ,quasiché l’altrui sollievo diventi scapitoloro. Pieno di anni, e di meriti chiuse ilBruto i sooigiorni in Transilvania nel ISP4-o poco prima: tanto raccolgo da una let-tera di Ùberta Gifanio al Lipfîo spag-l 42.),posta nel tomo 1 . della gran Sylloge Epi-stolarum di diversi, raccolta, e divisa in

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