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Tomo secondo.
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268 Biblioteca della Eloquenza Italiana.

tsnei, e suoi conoscenti. Di questa fami-glia Padovana , furono quel Monsignor Bor-doni , Teologo e Prelato , al quale Tor-quato Tasso indirizza due Sonetti , chestanno fra le sue Rime ; e quel Padre Ja-copo Bordone dell’Ordine de’Servi, che rac-colse, e stampò Rime in lode di FrmolaoZane Podestà di Padova, ivi presso il Pas-quati 1608. in quarto . Ci è ancora unGiulio Bordone Medico Padovano , sotto ilqual nome sta un epigramma , premessoad un’opera di Antonio de' Fanti , Medi-co e Filosofo Trivigìano, stampata nel 1515.I nemici degli Scaligeri lo pretendono la-voro di Giulio Cesare , senza riflettere ,che solamente di là aquattr’anni lo dico-no addottorato in Padova, laonde nel 1515.egli non poteva ancora spacciarsi per Me-dico Padovano. Ma qual rumore , e schia-mazzo non avrebbono alzato costoro, sefosse loro giunta a notizia una versionevolgare del Tomo secondo delle Vite diPlutarco , fatta dal suddetto Messer GiulioBordone da Padova , impresso in Vinegia perNiccolò d'Arinotele detto Zoppino nel izz;.in quarto , il qual secondo tomo da meancora veduto , vien citato dal Maittairenel tomo V. P. II. de’ suoi Annali Tipo-grafici pag. 161.? Ora ritornando al sud-detto Benedetto , autore dell 'Isulario, eglifu miniatore eccellente in Padova , e an-cora in Venezia j ma non si trova , cheavesse bottega , come gli appongono gliavversari di Giuseppe Scaligero , aU’inse-gna della Scala. Oltre ali’arte della mi-niatura, professò anche letteratura, poi-ché assai prima, che divulgasse V Isolano,erasi venduto benemerito con la raccoltadi alcuni Dialoghi di Luciano, non primada altri pubblicati , e a proprie spesestampati, Venetiis per Simonem bevilaquampapiensem anno Domini MCCCCXC 1 III.die XXV. Augusti in 4. In fine dell’ edi-zione sta il seguente epigramma:

Uree lege piena pcìs : immistaque ferialudo ,

Optando relandi (relaxandiy cura tibìest animi.

Luciano ex gneco plures secete latina :

ColleSla bine illic : prefsaque BORDOdedit .

Che il Bordone nominato neli’ ultimo- ver-sò sia quel Benedetto miniatore , di cui sitratta , vedesi dalla sua supplica al Prin-cipe , e alla Signoria di Venezia per ot-tenere il privilegio, che altri non potessestampare quelle opere di Luciano , non.

mai prima stampate , essendosi lui moltofaticato in ritrovarle , e correggerle : il chefu graziosamente conceduto. Nella libre-ria Imperiale di Vienna mi abbattei in unesemplare di questi Dialoghi , stampato incartapecora, ma lacero sgraziatamente leprime carte, da chi verisimilmente le tolsevia per rubarne io miniature del principio ;nel rimanente però del libro ne osservaialtre di bellissime , di mano del suddettominìatar Bordone.

( vero padre di Giulio Cesare , e avolodi Giuseppe Scaligeri ; continua a dire ilFontariini). Il vero padre , e il vero avo-lo dei due Scaligeri su Veronese, e perconseguenza diverso dall’autore dell’J/o-lario , che senza dubbio fu Padovano. Cheeziandio il Veronese avesse il nome di Be-nedetto , e fosse de ’Bordoni (non essendoné raro, né unico esempio, che due per-sone viventi, e di patria diversa abbianoavuto lo stesso nome e casato) lo con-fessano gli stesti Scaligeri , e non lo rile-gano i loro avversar] ( De Poetis nostritemp. Dial. IL ) Litio Gregorio Giraldi èstato il primo , che desse a Giulio il co-gnome di Bordone ,■ ma lo afferma confranchezza per Veronese. Julius Scaliger ,qui PRIUS BURDONIS cognamine fuieVERONENSIS , apprime eruditus. Il celebreautore della Verona illustrata ( Parseli.lib.IV.col.156.), e che in tanto bujo miha fatta via in molte cose, ha prodottafra l’altre l’asserzione di Francesco Pa-la, il quale negli Elogi attesta., che Giu-lio Scaligero , detto poi Giulio Cesare ,nacque alla Ferrara in Montebaldo : Na-tus est in agro VERONENSI ad arcem FER-RARIAM, qute est in valle Caprina. Na-to in Riva , castello posto su l’estremitàdel lago di Garda , e come vecchia ap-partenenza dì sua famiglia, cel volle da-re ad intendere Giuseppe Scaligero suo fi-gliuolo nella Vita dì lui; ma questa è unasua impostura, come impostura è di lui ,che la madre di Giulio fosse la Bereniced e'Conti di Ladrone , figliuola del ConteParide; nella cui discendenza non si tro-va figliuola di questo nome , né che ac-casata fosse in un Benedetto, né in altroScaligero . Se l’autore dell' Isolano fossestato, come vuole il Fontanini , vero pa-dre di Giulio Scaligero, l’ Alberti , e mol-to più lo Scardeone , là dove forman 1’elogio del Bordone Padovano , non avreb-bono omesso di farne menzione , trattan-dosi d’ uomo di tanto grido, e sapere ,